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Botanica

Quando fu  istituita la Società Veneziana di Scienze Naturali, la “botanica” non era tra le materie di studio coltivate tra i soci fondatori. Allora la presenza di cultori della “botanica” in seno alla società era isolata e la passione per questa disciplina era limitata a quei soci che ne avevano un interesse personale.

Ben presto, verso la fine degli anni settanta, la disciplina botanica cominciò a prendere piede tra i soci, soprattutto per la presenza di un gruppo di giovani che frequentavano attivamente la SVSN ed erano interessati a svolgere le loro tesi di laurea nel territorio veneziano. Ricordiamo, quindi, Donatella, Paola e Lorena, pioniere nella documentazione floristica e vegetazionale delle Casse di colmata, ambienti preziosi per lo studio dell’evoluzione della biodiversità. Da questi studi, necessari per fornire una documentazione di base per lo sviluppo di altre studi in qualche maniera collegati al mondo vegetale, sono venuti alla luce i primi articoli scientifici di carattere botanico comparsi sulla nostra rivista  (Lavori).

Sempre sulla rivista scientifica della Società, sono successivamente comparsi i fondamentali articoli sul Bosco di Carpenedo e sui luoghi umidi dell’entroterra veneziano e delle zone litoranee; tutti documenti  che sono stati la base per lo sviluppo successivo di ricerche di tipo faunistico e che hanno portato alla realizzazione di concrete forme di conservazione ambientale.

Un po’ alla volta la presenza di soci interessati al mondo vegetale si è fatta più nutrita e la loro attività si è progressivamente resa manifesta sulla nostra rivista, anche con contributi provenienti dal mondo accademico.

Pur non avendo mai formato dei gruppi impegnati a svolgere attività di ricerca collegiali presso i locali che il Museo mette a disposizione della Società, i “botanici” hanno svolto sempre una buona attività di divulgazione con conferenze e con supplementi didattici.  I soci iscritti a questa area disciplinare hanno svolto una pregevole  attività scientifica, per lo più presso istituzioni pubbliche o private, che sono documentate  da numerosi articoli pubblicati sulla nostra rivista; questi spaziano dal campo delle crittogame (muschi, funghi, licheni, alghe) a quello delle fanerogame, sia acquatiche che terrestri, e a quello della vegetazione e della conservazione della Natura.

Al momento anche il gruppo dei botanici risente di un fenomeno, comune presso quasi tutte le istituzioni basate sul volontariato, che consiste in un generale invecchiamento dovuto ad un mancato ricambio generazionale; è necessario quindi individuare nuove forme di attrazione verso una disciplina  scientifica che, pur essendo di antica origine, è tuttora alla base di tutte le Scienze Naturali.