Zoologia

Ditteri

Cronologia dei principali avvenimenti e attività di studio sugli Insetti Ditteri da parte di membri della Società Veneziana di Scienze Naturali
La Sezione di Entomologia (già Laboratorio di Entomologia), a partire dagli anni 70 a tutt’oggi, è stata particolarmente attiva in campo ditterologico. Oggi ci sono anche valenti coleotterologi nonché un lepidotterologo che operano attivamente, in particolare in occasione degli incontri del giovedì pomeriggio. Di seguito viene elencata una cronologia riguardante i principali avvenimenti e traguardi raggiunti dal gruppo dei ditterologi veneziani operanti in seno al Museo di Storia Naturale di Venezia e sotto l’egida della Società Veneziana di Scienze Naturali.
  • 1983 – Silvano Canzoneri e Dino Meneghini pubblicano il fondamentale volume monografico della serie Fauna d’Italia (Vol. XX), riguardante i Ditteri Ephydridae e Canacidae.
  • 1985 – Scompare prematuramente l’amico e collega ditterologo D. Meneghini, insostituibile collaboratore e coautore di S. Canzoneri.
  • Nel ventennio ’80 – ’90 vengono condotte numerose ricerche ditterologiche rivolte in particolare alla fauna delle zone umide di rilevante importanza della pianura veneta, nonché alla ditterofauna coprofila della Lessinia e degli alti Monti Lessini. Nello stesso periodo fervono anche numerose le ricerche sistematiche e faunistiche sui Ditteri Sciomyzidae e Sepsidae italiani, sui Tethinidae (ora inclusi nella famiglia Canacidae) mondiali nonchè sugli Empidoidea e sugli Ephydridae italiani e Afrotropicali.
  • 1995 – Membri del gruppo di ditterologia del Museo/SVSN pubblicano vari, importanti capitoli in seno alla fondamentale opera “Checklist delle specie della fauna italiana”, edita da Calderini, Bologna.
  • 1995 – Scompare prematuramente l’indimenticabile amico e collega S. Canzoneri, noto specialista in particolare delle famiglie Tenebrionidae (Coleoptera) ed Ephydridae (Diptera).
  • 1996Lorenzo Munari (assieme al collega statunitense Wayne N. Mathis) pubblica nella rivista “Smithsonian Contributions to Zoology, Washington” il catalogo mondiale della famiglia Tethinidae.
  • 1998 – L. Munari pubblica il capitolo riguardante la famiglia Tethinidae nel terzo volume dei “Contributions to a Manual of Palaearctic Diptera”, edito da Science Herald, Budapest.
  • 7 maggio 2000 – Sotto l’egida del Museo di Storia Naturale di Venezia e della Società Veneziana di Scienze Naturali, L. Munari organizza a Venezia il primo meeting fra ditterologi sistematici del Veneto. L’incontro vede, fra gli altri, anche la partecipazione di alcuni studiosi provenienti da Roma (Università La Sapienza) e Firenze (Museo Zoologico “La Specola”).
primo meeting fra ditterologi sistematici del Veneto
  • 2004 – L. Munari presenta, in seno al progetto internazionale Fauna Europaea, il catalogo online dei Tethinidae europei.
  • 2004 – Il socio ditterologo Stefano Vanin (Università di Padova) tiene due interessantissime conferenze al Museo di Storia Naturale di Venezia, aventi per titolo: 1) Entomologia Forense: gli insetti dei crimini. – 2) “Nivalia”,  gli insetti dei ghiacci, concernenti, in massima parte, la fauna ditterologica.
  • 2007 – Viene tenuta al Museo di Storia Naturale di Venezia una assai singolare conferenza di ditterologia, avente per titolo: Le “stupide mosche”, ambienti estremi e adattamenti estremi in un mondo occulto di dominatori. (Relatore: L. Munari).
  • 2007 – L. Munari e S. Vanin pubblicano nei Lavori della Società Veneziana di Scienze Naturali la review dei Tethinidae d’Italia.
  • 2007-2008 – L. Munari pubblica, in due contributi successivi, la review dei Canacidae Apetaeninae, sottofamiglia endemica degli arcipelaghi subantartici.
  • Sempre negli stessi anni Gianni Raffone, dopo aver pubblicato una lunga serie di lavori sistematici e faunistici sulle famiglie Empididae e Hybotidae, inizia una lodevole serie di contributi che hanno come target quello di “inventariare” i Ditteri della Laguna di Venezia sulla base del materiale conservato nella collezione del Museo veneziano, materiale questo che fu precedentemente determinato da vari specialisti, sia attuali che del passato.
  • 2008-2009 – Due storiche società scientifiche di Londra, la Linnean Society e la Royal Entomological Society, accolgono L. Munari a far parte dei due sodalizi in qualità di Fellow.
  • È tuttora in corso la risistemazione del copiosissimo materiale ditterologico conservato in miscellanea (a secco e in alcol) nelle collezioni del Museo di Venezia. Si presume che questo lavoro proseguirà per alcuni anni prima di giungere a compimento.
  • 2010 – L. Munari, assieme al collega statunitense W. N. Mathis, pubblica un nuovo e aggiornato catalogo mondiale della famiglia Canacidae (che ora include anche i Tethinidae) mentre G. Raffone continua il suo lavoro sui ditteri della Laguna Veneta nonché su nuove specie di Hybotidae dell’Ecuador. Inoltre, quest’ultimo autore pubblica nel volume 61 del Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia la prima segnalazione per l’Italia della famiglia Atelestidae (Ditteri Empidoidei).
  • 2012Il nostro socio Dr. Stefano Vanin (Senior Lecturer in Forensic Biology, University of  Huddersfield, UK), già ditterologo specialista in “nivalia” (entomofauna delle nevi e dei ghiacciai) e ditterologia forense, pubblica nella prestigiosa rivista Nature un recente studio su Drosophila (Diptera). Fra le varie ricerche condotte dal nostro socio, è da segnalare il rinvenimento, per la prima volta in Italia, della famiglia di ditteri acalitteri Xenasteiidae. Vanin pubblicò questo dato nel Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia, 54 (2003): 91-93. Sempre nel 2012, il Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia (62: 55-86, 2011) esce con un lavoro riguardante le chiavi di determinazione e le annotazioni a ciascuna specie di tutti i ditteri Canacidae s.l. (incl. Tethinidae) conosciuti per l’areale Euro-Mediterraneo. Questa pubblicazione, curata dal socio L. Munari, presenta anche sei tavole di disegni per facilitare maggiormente il lavoro del tassonomo. In questo stesso numero del Bollettino (62: 87-94, 2011) viene anche pubblicata, a cura del medesimo autore, una nota tassonomica riguardante Helcomyza mediterranea, una grossa “mosca” di spiaggia sino ad oggi assai scarsamente conosciuta e studiata. Nel corso di uno studio tassonomico su alcuni ditteri Hybotidae della Regione Neotropicale, G. Raffone pubblica nel Bollettino della Società Entomologica Italiana (144(1): 99-101) la prima segnalazione del genere Megagrapha Melander per questo areale zoogeografico, ancora assai poco conosciuto per quanto riguarda la ditterofauna.
  • 2015 – Dopo svariati anni di lavoro, i nostri soci Lorenzo Munari, Pierpaolo Vienna e Gianfranco Salvato, con la preziosa e costante collaborazione di Marco Uliana, stanno portando a compimento lo smistamento, a livello di famiglia, della sterminata miscellanea ditterologica paleartica che giace da oltre settantanni nella collezione entomologica del Museo di Storia Naturale di Venezia. Inoltre, Vienna e Salvato, con la supervisione di Uliana, hanno completato il riordino tassonomico della collezione sirfidologica, ricca di generi e specie perlopiù italiane (ma non solo).

 

Lepidotteri

Farfalle del Veneto


Il nostro socio entomologo Marco Uliana, assieme ad altri due studiosi, Lucio Bonato e Stefano Beretta, ha portato a termine un ponderoso volume sulle farfalle diurne della nostra regione. Il volume è frutto di una ricerca triennale promossa dal Museo di Storia Naturale di Venezia e dalla Regione Veneto e rappresenta il primo studio mai realizzato sulle farfalle diurne del Veneto, delle quali offre un quadro aggiornato.

L’analisi di oltre 60.000 dati ha permesso di produrre, per ognuna delle 170 specie che abitano la regione, una mappa che ne illustra in modo accurato la distribuzione. Per ciascuna specie vengono analizzate la diffusione sia nel presente che nel passato, la distribuzione altitudinale, gli ambienti frequentati e il periodo di attività. Vengono inoltre discusse le specie osservate in Veneto nel passato, ma non più riscontrate recentemente, e quelle segnalate erroneamente per il Veneto.

Il volume di 391 pagine, ricchissimo di fotografie riprese in natura, grafici e tabelle, ha un riassunto inglese sia delle parti generali che della scheda di ogni specie trattata. È stato pubblicato nel 2014 a cura della Regione Veneto, della Fondazione Musei Civici di Venezia, e da Marsilio Editori, Venezia.

A Marco, e ai suoi coautori, vadano tutti i migliori complimenti della Società Veneziana di Scienze Naturali.

podalirio

Malacologia

Cronologia degli avvenimenti e attività di ricerca e studio della malacofauna lagunare e marina da parte di membri della Società Veneziana di Scienze naturali.

Il sodalizio del primo gruppo malacologico risale agli anni 70. Dello stesso, inizialmente fecero parte Paolo Cesari, Paolo Mel, Lorenzo Munari, Ruggero Guidastri, Massimo Orlandini, e Luciano Braga.

Autorizzati dall’allora direttore del Museo Prof. Antonio Giordani Soika iniziarono, come collaboratori volontari nel Laboratorio di Malacologia del Museo veneziano, una attività di sistemazione e catalogazione del copioso materiale esposto nella vecchia sala dedicata ai molluschi e contenente parte delle collezioni storiche dell’Istituto veneto di Scienze lettere ed arti e dei famosi collezionisti e conchigliologi Stalio, Spinelli, Ninni, Coen. Tale attività, che si protrarrà per oltre due anni, trovò il suo massimo coronamento nell’allestimento della nuova sala dei molluschi, ove venne esposto parte del materiale delle vecchie collezioni, “rinfrescato” e restaurato, nonchè materiale frutto di recenti acquisizioni (in particolare proveniente dalle collezioni Mel e Cesari). La sala, che fu allora considerata la “migliore esposizione di malacologia museale” d’Europa, venne inaugurata il 26 Aprile 1975.

Ricerche malacologiche

1973. Ricerche malacologiche in Laguna di Venezia. Da sinistra: L. Munari, M. Citton, R. Guidastri

In quell’anno venne creata e fondata la Società Veneziana di Scienze Naturali su iniziativa di Paolo Cesari, coordinatore della Sezione di Malacologia.

Sulla scia del suo indomabile entusiasmo, il gruppo proseguì una attività di ricerca e studio della malacofauna della laguna di Venezia iniziata il 13.09.1975 attraverso interventi operativi mediante ricognizioni, anche subacque, dragaggi nei fondali della laguna effettuati con una piccola imbarcazione messa a disposizione dal Museo di Storia Naturale di Venezia, nonchè osservazioni e raccolte manuali, attivita’ che vennero svolte in tutti i mesi dell’anno, anche con condizioni atmosferiche al limite del proibitivo. Il materiale raccolto venne determinato, catalogato e depositato presso il Museo. In tale occasione vennero, inoltre, compilate schede specifiche relative a ciascuna ricognizione, recanti il titolo: “La malacofauna della laguna di Venezia”. Le schede originali e autografe (Cesari, Mel), che riportano anche il biotopo in cui le specie furono reperite, sono oggi depositate presso la Collezione di Malacologia e raccolgono tutti i dati relativi allo studio e raccolta dei molluschi nell’ambito lagunare. Tale attività venne incessantemente svolta fino alla fine degli anni 80, quando per svariate vicissitudini il gruppo cessò di operare.

Ricerche malacologiche 2

Ricerche malacologiche in Laguna di Venezia. R. Guidastri e P. Cesari

L’immensa mole di lavoro svolto attraverso lo studio capillare di Paolo Cesari venne condensata nel Volume “I molluschi della laguna di Venezia “, Arsenale Editrice, che venne pubblicato postumo nel 1994 a cura della infaticabile consorte Laura, subito dopo la prematura scomparsa di Paolo Cesari. In tale volume vengono riportati tutti i dati delle ricerche svolte e degli studi effettuati e vengono illustrate gran parte delle specie lagunari.

Dall’anno 2000 vengono iniziate nuove ricerche, questa volta individuali, previa autorizzazione del Magistrato alle acque e dalla Provincia, a cura di Paolo Mel e Paolo Russo, quest’ultimo già da alcuni anni collaboratore della sezione. Tali ricerche si svolsero incessantemente fino al 2004, tramite quattro campagne di ricerca i cui risultati inediti (sono state, infatti, censite varie specie mai segnalate in precedenza per l’area lagunare) sono stati condensati in alcune relazioni tecnico-scientifiche attualmente depositate in originale presso l’Ufficio Pesca della Provincia di Venezia.

Fra gli studi più significativi condotti negli anni precedenti alla pubblicazione del volume di Cesari sulla malacofauna lagunare, è almeno doveroso ricordare alcune pubblicazioni edite in varie riviste scientifiche (fra le quali il Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia e i Lavori della Società Veneziana di Scienze Naturali): la revisione dei Trochidae della Laguna di Venezia a cura di Lorenzo Munari e Ruggero Guidastri, gli approfonditi studi sistematici di Cesari sui molluschi Ellobiidae (Gastropoda Pulmonata delle acque salmastre), sui trochidi del genere Monodonta, sul genere Cepaea (molluschi polmonati terrestri) e molti altri studi ancora, anche in collaborazione con altri studiosi, tra i quali figura il rinvenimento e la diagnosi di una specie di Neopilina (Mollusca Monoplacophora), un vero e proprio ”fossile vivente”, dragato nelle profondità del Mar Tirreno. A questi studi si devono aggiungere le varie indagini sistematiche condotte da Lorenzo Munari sui bivalvi Teredinidae del Mediterraneo e di altre aree del pianeta. Quest’ultimo autore, dal 1977 a tutt’oggi operante in campo entomologico, fu allievo del Dr. Felix G. Roch, eminente studioso di Teredinidae mondiali dagli anni 30 fino a tutti gli anni 60. La collezione Roch di Teredinidae, ricca di esemplari e specie provenienti da tutto il mondo, fu sistemata e rideterminata da Munari che poi la cedette in dono al Museo di Venezia. Tale collezione è, a tutt’oggi, una delle più importanti a livello europeo.

Oggi la nostra Società si avvale anche della collaborazione di Ivano Niero, un assai valente e dinamico esperto di molluchi terrestri e dulciacquicoli.

Vertebrati

É uscito, versoAtante_ve_copertina_f la fine del 2014, il Nuovo Atlante degli Uccelli nidificanti e svernanti in provincia di Venezia, un’opera molto attesa da ricercatori, ornitologi e birdwatchers di tutta la regione. Sono infatti trascorsi molti anni dalla pubblicazione dell’ultimo Atlante provinciale del 2000.
Il volume, curato dai nostri soci Luca Sattin e Francesco Scarton, assieme a Mauro Bon, Emanuele Stival e Giacomo Sgorlon, raccoglie i dati di quasi 6 anni di monitoraggi effettuati lungo tutta la nostra provincia nei periodi riproduttivi e durante lo svernamento. Oltre 200 rilevatori hanno, a vari livelli, fornito il loro prezioso contributo per mettere a fuoco questa bellissima immagine dell’avifauna locale.

Di ogni singola specie rilevata, viene fornita una scheda completa sull’ecologia, sulla distribuzione a livello nazionale, regionale e provinciale, nonché alcuni cenni su eventuali problematiche di conservazione e gestione. Molto interessanti risultano le mappe, suddivise in nidificanti e svernanti, studiate appositamente per avere un facile raffronto visivo con il precedente Atlante. Le foto sono di ottima qualità, considerato che tra i fotografi naturalisti veneziani esistono eccellenze riconosciute ormai a livello nazionale.Atante_ve_pag_moriglione_f

Una attenta analisi delle informazioni raccolte viene condotta sulle nuove specie che hanno colonizzato il territorio negli ultimi anni, su quelle già presenti ma in fortissima espansione e su quelle, purtroppo, il cui trend negativo non sembra aver fine.
In appendice, un prezioso raffronto statistico con gli altri tre Atlanti precedentemente pubblicati.

Un libro di 255 pagine, molto ben curato anche dal punto di vista grafico, che diverrà un indispensabile compendio a qualsiasi futura ricerca ornitologica riguardante la nostra provincia.

Il volume si può richiedere a asfave.msn@fmcvenezia.it

059 rid

Beccapesci

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Piovanello tridattilo