C. TOLOMIO, E. MOSCHIN

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    Phytoplancton de la lagune de Venise. III. Canaux de Pellestrina et de S. Pietro (avril 1990-mars 1991)

    Key words: Venice lagoon, Pellestrina and S. Pietro channels, hydrological data, phytoplankton

     

    Riassunto

    A prosecuzione delle ricerche sulle comunità fitoplanctoniche della Laguna e del Golfo di Venezia, si sono esaminate, nel corso di una anno, con cadenza mensile (da aprile 1990 a marzo 1991), sia in marea entrante che in marea uscente, due stazioni situate lungo i canali che lambiscono il versante lagunare dell’isola di Pellestrina. Si sono studiate le stesse variabili ambientali già prese in considerazione durante ricerche analoghe effettuate in precedenza nel bacino lagunare, utilizzando le medesime metodiche e apparecchiature; ciò al fine di poter meglio confrontare i risultati ottenuti.
    Le due stazioni risentono in modo diverso degli apporti delle acque marine, con la salinità che si mantiene comunque sempre elevata. Nella stazione di Pellestrina (st. X), il gioco delle maree spinge le masse d’acqua, che entrano attraverso la bocca di Chioggia, lungo il canale navigabile, sufficientemente profondo (da 4 a 5 metri), senza un palese mescolamento con le acque dei bassi-fondi lagunari, il che è riscontrabile anche dalla tipologia delle comunità fitoplanctoniche, prevalentemente costituite da entità tipiche di mare aperto. Al contrario, lungo il canale di S. Pietro (st. IX), malgrado il contenuto salino appaia sempre leggermente più alto, come si verifica in tutto il bacino centrale rispetto al resto della laguna, sono frequenti specie oligoalobie (euglenoficee e alcune diatomee d’acqua dolce), mentre sono meno diffuse le forme d’origine tipicamente marina (e.g., le dinoficee).
    In generale, l’abbondanza fitoplanctonica è risultata ridotta in entrambe le stazioni, con valori che raramente superano 400 cell./ml. Fatta eccezione per uno sviluppo rilevante di Skeletonema costatum alla fine dell’inverno (soprattutto nella st. X), non si sono avute quelle proliferazioni massive, che possono talora caratterizzare le masse d’acqua della laguna. D’altro canto la biodiversità si mantiene sempre alta, a riprova che la selezione indotta dalle condizioni ambientali non risulta particolarmente attiva.
    Qualitativamente deve essere sottolineata la ridotta presenza di specie appartenenti ad alcuni importanti generi di dinoficee come Ceratium e Protoperidinium, la diffusione di una euglenoficea (Eutreptia lanowi) che manifesta sempre un elevato grado di tolleranza in seno alle acqua lagunari, l’abbondanza nel periodo estivo di Cerataulina pelagicae soprattutto di Cylindroteca closterium, che costituiscono anche il 40 % del totale di cellule presenti, lo sviluppo in autunno di Nitzschia cf. seriata, che spesso caratterizza anche le acque del largo, il ruolo non trascurabile di alcune specie ticopelagiche, come Amphora exigua e Cocconeis scutellum, che si riscontrano nel corso dell’intero ciclo annuale. Del tutto insignificante o nulla, invece, la presenza di specie potenzialmente tossiche.

    Résumé

    Lors de la poursuite des recherches sur le phytoplancton de la Lagune et du Golfe de Venise, au cours d’une année (avril 1990 à mars 1991) deux stations, localisées le long des canaux au bord lagunaire de l’île de Pellestrina, ont été examinées mensuellement en période de marée de vives eaux, au flot et au jusant.
    Les mêmes variables écologiques déjà considérées au cours d’autres recherches effectuées dans la lagune vénitienne ont été étudiées ; les mêmes méthodes mises en œuvre précédemment ont été pratiquées, dans le but de mieux comparer les résultats obtenus.
    En général, la densité phytoplanctonique dans les eaux examinées est réduite: rarement les valeurs ont dépassé 400 cell./ml. Des proliférations massives n’ont pas été observées sauf un développement considérable de Skeletonema costatum à la fin de l’hiver. La biodiversité est toujours élevée, donc la  sélection du milieu lagunaire est peu active. Toutefois, les deux stations ressentent d’une manière différente des apports des eaux marines: à la station de Pellestrina, le jeu des marées pousse les masses d’eaux qui montent à travers l’embouchure de Chioggia le long du canal navigable, assez profond (4 à 5 mètres), sans qu’elles se mélangent avec les eaux des bas-fonds lagunaires ; au contraire, le long du canal de S. Pietro (bassin de Malamocco) il y a une fréquence non négligeable d’espèces oligohalines (Euglenophycées et quelques Diatomées d’eau douce), tandis que les formes d’origine typiquement marine (e.g., les Dinophycées) sont moins répandues, malgré la salinité plus élevée qui caractérise tout le bassin central.

    Abstract

    The phytoplankton of the Venice Lagoon. III. The Pellestrina and S. Pietro Channels (April 1990-March 1991).

    To continue the research on the phytoplanktonic communities of the Lagoon and the Gulf of Venice, two sampling stations, located along the channels near the Pellestrina Isle, were investigated for one year, every month (from April 1990 to March 1991), both in flood and in ebb tide.
    The environmental parameters were analyzed with the same methods used for similar researches, carried out previously in the lagoon to compare the data. The two sampling stations were affected by the seawater bringing differently; however the salinity was always high.
    The phytoplanktonic density was low in both sampling stations, with values that rarely exceded 400 cells/ml; there were not blooms, except for high values due to Skeletonema costatum at the end of the winter. The biodiversity was always high to confirm that the selection by the lagoon water is not active. At the Pellestrina station, the tide pushed the waters, coming from Chioggia port entrance, along the deep navigable channel (from 4 to 5 metres), without they mixed with the waters of the bottom of the lagoon. On the contrary, in S. Pietro Channel (Malamocco basin) there was a great frequency of oligohalobious species (Euglenophyceans and some freshwater Diatoms), while the typical seawater species (e.g., Dinophyceans) were not widespread.