Nuove segnalazioni, conferme e nuovi dati distributivi di specie vascolari rare del settore veneto dell’Altopiano dei Sette Comuni (Prealpi sudorientali)

Attività SVSN Botanica e Micologia Nuove segnalazioni, conferme e nuovi dati distributivi di specie vascolari rare del...

Riassunto

Vengono resi noti alcuni ritrovamenti floristici interessanti per la flora vascolare del settore vicentino dell’Altopiano dei Sette Comuni (Prealpi sudorientali). Sono considerati 52 taxa: 15 sono specie, sottospecie o ibridi autoctoni non segnalati in precedenza: Amaranthus powellii ssp. bouchonii, Carex cuprina, C. michelii, C. hostiana, Celtis australis, Elymus athericus, Festuca filiformis, Linum tryginum, Poa palustris, Quercus ilex, Rosa rubiginosa, Saxifraga aizoides x S. caesia, Scirpoides holoschoenus, Taraxacum sect. Palustria, Trifolium dubium, T. incarnatum ssp. molinerii; 6 sono conferme: Agrostis agrostiflora, Carex parviflora, Eranthis hyemalis, Pilosella cymosa, Trifolium ochroleucon e Veronica alpina; 2 sono specie alloctone mai segnalate prima: Bunias orientalis, Co­smos bipinnatus. Vengono inoltre forniti nuovi dati distributivi di specie considerabili rare o poco diffuse sull’Altopiano. I dati relativi a Elymus athericus sono anche i primi a livello provinciale.

Abstract

New findings, confirmations and new distribution data of rare vascular species of the Venetian sector of the Asiago Plateau (Southeastern Prealps).


Some interesting records of vascular species thriving on the Venetian sector of the Asiago Plaeau
(Southeastern Prealps) are given. Fifty-two taxa are considered: 15 are autochthonous species,
subspecies or hybrids new to the study area: Amaranthus powellii ssp. bouchonii, Carex cuprina,
C. michelii, C. hostiana, Celtis australis, Elymus athericus, Festuca filiformis, Linum tryginum, Poa palustris, Quercus ilex, Rosa rubiginosa, Saxifraga aizoides x S. caesia, Scirpoides holoschoenus, Taraxacum sect. Palustria, Trifolium dubium, T. incarnatum ssp. molinerii; 6 are confirmations for the Altopiano: Agrostis zgrostiflora, Carex parviflora, Eranthis hyemalis, Pilosella cymosa, Trifolium ochroleucon and Veronica alpina; 2 are alien species not previously reported: Bunias orientalis, Cosmos bipinnatus. New distribution data of rare species are also given. Elymus athericus is new to Vicenza province too.

Introduzione

Scopo del presente contributo è integrare le conoscenze sulla flora vascolare del settore veneto dell’Altopiano di Asiago con dati inediti relativi alla presenza di specie da tempo mancanti di conferma o ad oggi mai segnalate o fornendo informazioni originali utili ad ampliare quanto noto in relazione alla distribuzione territoriale di entità poco comuni o particolarmente rare in sede locale. Le basi di raffronto sono costituite dalla ormai decennale check-list prodotta da Scor­tegagna (2009) e dalla più recente comparsa dell’atlante floristico provinciale (Scortegagna et al., 2016). L’indagine floristica sull’Altopiano gode di solide basi pregresse, ove si pensi che le prime indagini documentate risalgono all’inizio del XVIII secolo (Tita, 1713). Attraverso vari contributi parziali, solo a distanza di circa tre secoli si è giunti ad una catalogazione esauriente della diversità botanica del tavolato calcareo (Scortegagna, l.c.).

Area di studio

Secondo la Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpi­no (SOIUSA), l’Altopiano di Asiago o dei Sette Comuni rientra, assieme all’Alto­piano di Folgaria e a quello di Lavarone, nella sezione delle Prealpi Venete, sotto­sezione Prealpi Vicentine, Gruppo degli Altipiani. Si estende per una superficie di oltre 600 km2, delimitata a W dalla Val d’Astico, a N e a E dalla Valsugana e dal Canale del Brenta, a S da una scarpata tettonica che lo raccorda, tramite una cinta di colline avanalpiche, all’alta pianura veneta e si sviluppa entro un range altitudinale compreso tra circa 600 e i 2336 m s.l.m. di C. Dodici (Pellegrini & Sauro, 1994). Il territorio ricadente entro i confini amministrativi della regione Veneto, oggetto della presente nota, può essere suddiviso in quattro subunità geomorfologiche succedentisi in direzione sud-nord: la scarpata meridionale, l’altopiano meridionale, la conca mediana e l’altopiano settentrionale (Pellegrini & Sauro, l.c.). Queste possono essere integrate dalle due scarpate aggettanti sulla Val d’Astico e sulla valle del Brenta (Sauro, 2009), in coerenza oltre tutto con l’approccio adottato da Scortegagna (l.c.) per il censimento floristico dell’area.

Sotto il profilo geologico è costituito da rocce carbonatiche originatesi tra il Triassico e l’Eocene; la Dolomia Principale rappresenta la formazione più antica e, con il gruppo dei Calcari Grigi, costituisce l’ossatura principale del tavola­to, seguono il Rosso Ammonitico Veronese e la Maiolica; la Scaglia Rossa e la Formazione di Pradelgiglio affiorano su ridotte superfici nei dintorni di Gallio (Barbieri & Zampieri, 1994). Il glacialismo quaternario è stato ricostruito da Trevisan (1939) che ha messo in luce i rapporti dei rami glaciali della Val d’A­stico e del Brenta con il ghiacciaio atesino e come l’acrocoro settentrionale fosse quasi interamente ricoperto da un’unica estesa calotta. Le morfologie carsiche si palesano sporadicamente nell’altopiano meridionale e nella conca mediana, sotto forma di valli secche con al fondo doline nel primo, di doline di piccole dimensioni e qualche pozzo nella seconda. È l’altipiano settentrionale ove que­ste forme assumono particolare rilevanza, in particolare ad E della dorsale del Portule ove le numerose e spesso profonde doline in molti casi risultano allineate sul fondo di ampi valloni in cui hanno agito, oltre ai processi carsici, fenomeni di sovraescavazione glaciale (Pellegrini & Sauro, l.c.).

Sulla base della metodologia proposta da Rivas-Martínez, Blasi & Michetti (2005) attribuiscono la conca mediana al bioclima temperato oceanico-semi­continentale, ma la presenza di microclimi diversi è inevitabilmente sottesa all’ampia articolazione altitudinale e morfologica dell’area. Nel corso del 2009 la registrazione delle temperature sul fondo della depressione di Campoluzzo a 1770 m di quota ha consentito di stabilire una media delle minime di 1.1 °C in agosto e che per 17 giorni la temperatura minima è stata <0 °C nel bimestre luglio-agosto (Renon, 2011).

Elenco ragionato

L’elenco ragionato che segue è il frutto di osservazioni condotte per lo più nell’ul­timo decennio, in particolare a partire dal 2015. Come premesso, il riferimento sono i due lavori pubblicati più di recente da cui si possano ricavare informazioni su presenza e distribuzione delle specie sul settore veneto dell’Altopiano: la check-list (Scortegagna, l.c.) e l’atlante della provincia di Vicenza (Scortegagna et al., l.c.). I motivi alla base della segnalazione possono essere ricondotti ad una delle seguenti tipologie:

  • nuova segnalazione: i dati costituiscono il primo rinvenimento documentato della specie per l’area di studio
  • conferma della presenza: i dati confermano la presenza della specie che era stata accertata solo in epoca storica, ma di cui mancavano notizie recenti; per praticità, a fianco della dizione, vengono ripresi i quadranti di rinvenimento secondo la codifica numerica adottata nel progetto di cartografia centroeu­ropeo
  • nuovo dato distributivo: i dati estendono la presenza della specie a quadran­ti – esplicitati tra parentesi – per i quali non ne viene riportata la presenza nell’atlante (Scortegagna et al., l.c.) o la ampliano a subunità geomorfologiche non riferite in Scortegagna (l.c.); in quest’ultimo caso, il mancato riferimento cartografico sottintende il fatto che la specie è stata già censita nel quadrante, che comprende anche territori ricadenti in contrafforti limitrofi all’area di studio (es. altopiano di Tonezza, M. Summano ecc.), ma non nell’Altopiano sulla base di Scortegagna (l.c.), per cui il dato si configura come originale per il nostro tavolato ma non per la distribuzione sul territorio provinciale come risulta dalla suddivisione in unità di rilevamento; un paio di casi fanno riferimento a nuove stazioni di specie particolarmente rare e note per un’unica località nell’area (Nymphaea alba, Empetrum nigrum subsp. hermaphroditum)
  • precisazioni distributive: vengono fornite documentazioni originali e/o ripresi dati pubblicati che vanno ad integrare quanto prodotto nel recente atlante provinciale.

Agrostis agrostiflora (Beck) Janch. & H.Neumayer

Reperti: 1) ca. 0.5 km a SSW di Bivio Italia a monte della Kaiser Karl Strasse in direzione di selletta Mecenseffy (Asiago) [0034/2], 2010 m, fondo erboso di piccolo avvallamento, 16.8.2008 (Herb. Tasinazzo); 2) vallone dell’Agnellizza (Asiago) [9935/3], 1940 m, seslerieto in versante nord di dolina, 29.7.2018.

Conferma della presenza [9935/3; 0034/2]. Specie molto rara nel vicentino, in­dicata per loc. Zenevri sul Massiccio del Pasubio (Curti & Scortegagna, 1997) all’interno del bacino del T. Posina, stazione peraltro non riportata successiva­mente nella flora del Pasubio (Prosser et al., 2012) per verosimile dimenticanza. La sua presenza nel quadrante comprendente la sopra menzionata stazione viene riproposta nel successivo atlante provinciale (Scortegagna et al., l.c.). L’unica altra segnalazione per la provincia si deve a D’Errico (1947, sub Calamagrostis tenella Lk.) che la cita nell’ambito di un lavoro sulla flora dei boschi dell’Altopia­no condotto al di sotto della quota di 1700 m, condizioni che suscitano qualche perplessità di ordine ecologico sulla corretta determinazione. Il rinvenimento di due popolazioni su suolo acidificato di altrettante doline nella fascia di perti­nenza delle mughete viene ad ogni modo a confermarne la presenza sul settore veneto dell’Altopiano.

Alopecurus aequalis Sobol.

Reperto erbariale: imbocco del sentiero ‘Calà del Sasso’ in loc. Sasso (Valstagna) [0135/2], 920 m, bordo di pozza, 16.8.2007 (Herb. Tasinazzo).

Nuovo dato distributivo [0135/2]. La nuova stazione amplia l’area distributiva di questa specie poco comune sull’Altipiano. Come i precedenti, anche questo rin­venimento è associato alla bordura di una pozza di abbeveraggio per il bestiame.

Amaranthus powellii subsp. bouchonii (Thell.) Costea & Carretero

Reperto erbariale: top. Groementeche presso Castelletto (Rotzo) [0134/1], 860 m, campo di patate incolto, 11.10.2015 (Herb. Tasinazzo).

Nuova segnalazione. Il controverso rango tassonomico attribuito dai diversi autori a questa entità appartenente al ciclo di A. hybridus ha contribuito al fatto che ancora in un recente passato non sia stata sempre distinta da A. powellii. Pertanto le segnalazioni appaiono alquanto sporadiche nel vicentino e non solo: viene indicata per soli 3 quadranti nei bassi Lessini-alta pianura ai confini col veronese e sul Brenta a Friola ove la sua presenza è considerata effimera (Masin & Scortegagna, 2011; Scortegagna et al., l.c.), mentre non è stata censita nel veneziano (Masin et al., 2010) e neanche nel Polesine (Masin, 2014). È una spe­cie di incerta origine che tuttavia viene interpretata come probabile autoctona da Iamonico (2015), il quale ne riporta la presenza fino ad una quota di 600 m, inferiore a quella relativa al presente rinvenimento.

Bunias orientalis L.

Reperti: 1) C. Chiomenti di sopra (Foza), più punti lungo la strada in direzione di loc. Roccolo [0135/2], 1100 m, bordo strada, 3.6.2017; 2) alta Val Crachental (Foza), nei dintorni di loc. Olmi [0135/2], 950 m, incolti al margine della strada, 3.6.2017; 3) tra Foza e Stona di sopra [0035/4], 1040 m, al margine della strada; 4) Val Piana (Foza), più punti lungo la strada tra Stona di sotto e Tottari e tra tra Stona di sotto e Tessar di sotto [0135/2], tra 900 e 950 m, bordo strada, 21.5.2018.

Nuova segnalazione. Specie ruderale invasiva di origine orientale – Siberia ed Europa orientale (Hegi, 1986) – viene segnalata in forte espansione a partire dagli anni ’90 in numerosi paesi centro e nordeuropei (Birnbaum, 2006), dove peraltro risulta essere stata introdotta sin dal XVIII sec. per l’alimentazione equina principalmente dalle armate russe (Birnbaum, 2006). Risalente agli stessi anni è la prima segnalazione dal vicino trentino (Prosser, 1993). È inserita nella Black List svizzera (https://www.infoflora.ch/it/flora/neofite/liste-e-schede.html), in quella della Repubblica Ceca (Pergl et al., 2016) e nella Grey List della Ger­mania (Lauterbach & Nehring, 2013). In Italia viene dapprima indicata come avventizia naturalizzata in Piemonte e Liguria (Viegi et al., 1974), attualmente considerata da Celesti-Grapowet coll. (2010) naturalizzata in Veneto e Friuli Venezia Giulia, esotica casuale in Piemonte, Lombardia, Alto Adige e Trentino, assente altrove; è tuttavia presente per lo meno anche in Liguria (Viegi et al., 1974; Longo, 2010; Pignatti, 2017). Di recente è da segnalare che la Regione Piemonte l’ha inserita nella Black List–Action List comprendente ‘specie esotiche con una distribuzione limitata sul territorio e per le quali sono ancora applicabili misure di eradicazione da tutto il territorio regionale’ (DGR 29 febbraio 2016, n. 23-2975). Si tratta di specie perenne che trova in margini stradali, ferrovie, incolti e prati sfalciati habitat preferenziali d’insediamento. Considerate le caratteristiche manifestate dalla specie e l’ancora limitata, per quanto noto, diffusione sull’Alto­piano, ove tutte le stazioni si collocano nei dintorni di Foza, sarebbe auspicabile un rapido intervento di eradicazione. Nell’area la specie ha infatti incominciato ad invadere alcuni prati da sfalcio. Nel vicentino è al momento segnalata per due soli quadranti (0335/1, 0435/3) (Scortegagna et al., l.c.), mentre più frequente appare in altri ambiti regionali (Masin et al., 2009).

Cardamine pratensis subsp. matthioli (Moretti) Nyman

Reperti: 1) C. Bellon (Conco) immediatamente a N dell’abitazione [0135/4], 1050 m, prato da sfalcio, 19.5.2015; 2) oltre il confine N del camping Ekar (Gallio) [0135/1], 1100 m, prato da sfalcio, 25.5.2015; 3) a N di Asiago presso il bivio C.da Bosco-C.da S. Domenico [0135/1], 1027 m, prato da sfalcio, 12.5.18; 4) C.da Vescovi (Asiago) [0134/2], 1020 m, prato da sfalcio umido, 15.6.2018; 5) impluvio affianco alla stradina di accesso al L. Lumera (Asiago) [0135/1], 1000 m, impaludamento a Carex sp.pl., 20.6.2018.

Nuovi dati distributivi [0134/2; 0135/1; 0135/4]. La presenza di C. pratensis L. s.l. viene interpretata in Scortegagna (l.c.) come rara e riportata per Marcesina e il M. Mosciagh, quest’ultima unica stazione successivamente ripresa nell’at­lante provinciale, ove il riferimento è a C. matthioli (Scortegagna et al., l.c.). I nuovi rinvenimenti consolidano la sua presenza sull’Altopiano permettendo di estenderne la diffusione anche al suo settore meridionale.

Carex cuprina (Heuff.) A. Kern.

Reperti: 1) lungo la strada che sale da C.da Ciscati a Conco, all’altezza dell’immis­sione sulla SP 72 in corrispondenza del tornante [0135/4], 925 m, piccola raccolta

d’acqua, 28.9.2017; 2) a SW di C.da Bettinadi (Canove di Roana) [0134/2], 920 m, suolo impaludato, 20.6.2018.

Nuova segnalazione. In un territorio carsico, ove le specie palustri sono implici­tamente rare, desta interesse il rinvenimento di una ridotta colonia (una decina di esemplari) di questa carice all’interno della vegetazione spondicola di una piccola raccolta d’acqua non soggetta ad abbeveramento e pertanto con un buon livello di naturalità, la cui cintura prossimale è costituita da una copertura mo­nospecifica di Eleocharis palustris (L.) R. Br. Una seconda e più copiosa stazione (qualche decina di esemplari) è stata rintracciata in corrispondenza delle vene d’acqua affioranti presso C.da Bettinadi e colonizzate da folti aggruppamenti di Filipendula ulmaria (L.) Maxim.

Carex distans L.

Reperto: al margine della ciclopedonale che da Schiri conduce a Pedescala, nei pressi di Ex C. Pierotti (Cogollo del Cengio) [0134/3], 300 m, sponda di rigagnolo, 29.6.2016.

Nuovo dato distributivo [0134/3]. Al momento attuale è segnalata unicamente per il M. Meatta (Scortegagna, l.c.), cui va ad aggiungersi questa seconda stazione puntiforme e costituita da qualche esemplare, collocata in corrispondenza di una esigua vena sorgentifera, ove essa si accompagna ad altre entità che sull’altopiano risultano molto localizzate (Scirpoides holoschoenus, Carex lepidocarpa).

Carex elata All.

Reperto: Font. di Busa Scura a S di C.le Lagonsin (Asiago), sul fondo dell’av­vallamento inferiore [0035/1], 1335 m, cariceto, 16.7.2016.

Nuovo dato distributivo [0035/1]. La specie forma un piccolo popolamento puro e sterile – per lo meno nell’anno di osservazione – a riempire il fondo della dolina sita nella parte biù bassa dell’avvallamento in corrispondenza del toponimo Busa Scura.

Carex hostiana DC.

Reperto erbariale: toponimo Campo Sopra, al bordo settentrionale dell’area torbosa sita a W della strada che conduce a M.ga Buson (Asiago) [0035/2], ca. 1370 m, prato paludoso-torboso, 26.8.2008 (Herb. Tasinazzo).

Nuova segnalazione. Specie molto rara nel vicentino, tanto che la lista rossa provinciale ne considera lo status come VU (Buffa et al., 2016); sulla base dell’atlante provinciale la sua presenza è attualmente accertata unicamente per il quadrante comprendente Romano-Mussolente (Scortegagna et al., l.c.), come probabile derivazione dei dati forniti in Geremia (1995) che la cita per i prati umidi di ‘Romano’ e ‘Mussolente’ senza tuttavia riportare dati stazionali ed eventuali fonti. La nuova stazione, costituita di qualche esemplare, si colloca ai margini della ridotta superficie torbosa isolata rispetto al più esteso Palù di S. Lorenzo in Marcesina.

Carex lepidocarpa Tausch

Reperto: al margine della ciclopedonale che da Schiri conduce a Pedescala, nei pressi di Ex C. Pierotti (Cogollo del Cengio) [0134/3], 300 m, sponda di rigagnolo, 29.6.2016.

Nuovo dato distributivo [0035/1]. La stazione, molto localizzata, è la medesima in cui sono stati rinvenuti Carex distans e Scirpoides holoschoenus. La sua presenza era indicata solo per il settore settentrionale dell’area d’indagine (Scortegagna, l.c.).

Carex michelii Host

Reperti: 1) al margine del sentiero n° 651 verso lo sbocco in dx idrografica della val Canaglia (Cogollo del Cengio) [0234/2], 420 m, orlo a Melampyrum italicum

Soó, 15.6.2015 (Herb. Tasinazzo); 2) al margine della ciclopedonale che da Schiri conduce a Pedescala, nei pressi dell’elettrodotto (Cogollo del Cengio) [0134/3], 280 m, margine di ostrio-querceto, 18.6.2015; 3) più punti nei pressi di loc. Giordano (Cogollo del Cengio) [0234/1], tra 400 e 450 m, chiarie di ostrio-querceto, 2.5.2017; 4) al bordo della carrareccia che parte dal secondo tornante del Costo, dopo l’impluvio (Cogollo del Cengio-Caltrano) [0234/2], 400 m, margine di ostrio-querceto, 2.5.2017; 5) più stazioni lungo la strada tagliafuoco che da Tezze di Caltrano (Caltrano) sale verso NE [0234/2], tra 500 e 600 m, margine di ostrio-querceto, 5.5.2017.

Nuova segnalazione. Specie SE europea-caucasica (Pignatti, 2017) legata ai boschi caducifogli termofili (Quercetea pubescentis). Secondo il recente atlante provinciale mancano conferme successive al 1980 sulla sua presenza nel settore prealpino più settentrionale (Scortegagna et al., l.c.). In base alle osservazioni fin qui raccolte, questa carice risulta tuttavia relativamente frequente in tutto il settore dell’Altopiano che dallo sbocco della Valdastico va fin oltre Tezze di Caltrano; appare possibile una sua diffusione ancor più a oriente, ove non ci si è ancora spinti nelle indagini vegetazionali. Si presenta in colonie anche folte tipicamente al margine degli ostrio-querceti diffusi al piede della scarpata meridionale fino ad una quota accertata di 600 m, non disdegnando la colonizzazione di ex-terrazzamenti riforestatisi spontanea­mente. Forse la circostanza di presentarsi più spesso allo stato vegetativo per l’eccessivo ombreggiamento che in molte circostanze la chioma arborea esercita sulla componente erbacea, può aver influito sul fatto di essere passata inosservata. La specie è frequente in aree ecotonali e nemorali termofile dei Berici; con queste segnalazioni la diffusione provinciale viene ad ampliarsi considerevolmente verso nord.

Carex parviflora Host

Reperti erbariali: tra Busa della Segala e Busa della Lepre (Asiago) [0035/1], ca. 1970 m, fondo di dolina, 30.7.2005 (Herb. Tasinazzo); Busa del Lunf (Asiago) [9934/4], 2068 m, fondo di dolina, 11.8.2006 (Herb. Tasinazzo).

Conferma della presenza e precisazioni distributive. Nell’elenco floristico di Scor­tegagna (l.c.) viene riportata come unica segnalazione disponibile quella storica relativa al ‘Portole’ (0034/2), dato desunto da Lasen & Busnardo (1989). C. parviflora non risulterebbe quindi confermata per l’altopiano, come è desumibile anche dal più recente atlante provinciale (Scortegagna et al, l.c.). La specie, ca­ratteristica di Arabidetalia caeruleae, risulta in realtà frequente in tutto l’acrocoro sommitale, in particolare ovunque si vengano a formare avvallamenti favorevoli all’accumulo e al ristagno nevoso. Viene infatti ampiamente documentata come componente di svariate cenosi tapezzanti le doline del settore settentrionale: Sali­cetum reticulato-breviserratae, Homogyno discoloris-Loiseleurietum procumbentis, Salicetum retuso-reticulatae, Potentillo dubiae-Homogynetum discoloris (Giova­gnoli & Tasinazzo, 2014). È verosimile che essa sia stata confusa e non distinta dall’affine C. atrata, con cui cresce localmente frammista. La sua distribuzione comprende pertanto i seguenti quadranti: 9934/4, 9935/3, 0034/2 e 0035/1.

Carex pilulifera L.

Reperti: 1) Montagna Nuova (Conco) [0135/4], 1300 m, pascolo acidificato, 26.6.1998; 2) C.re Lastaro [0135/4], 1080 m, vegetazione a Calluna vulgaris (L.) Hull, 27.6.2006 (Herb. Tasinazzo); 3) Marcesina di sotto (Enego) [0035/2], 1335 m, torbiera, 10.8.2008; 4) fondo della dolina posta ca. 350 m a SSE di M. Frate (Asiago) [0035/1], 1625 m, nardeto (ril. 85 di Tab. 10 in Giovagnoli & Tasinazzo, 2014); 5) Buca delle Bronzine (tra M. Fossetta e M. Magari; Asia­go) [0035/1], 1607 m, nardeto, 21.8.2008. (ril. 92 di Tab. 10 in Giovagnoli & Tasinazzo, 2014); 6) fondo della profonda dolina posta ca. 250 m a WSW del bivio strada per Spiazzale Lozze-Font. del Mosciar [0035/1], ca. 1520, nardeto, 25.07.2013.

Nuovi dati distributivi [0035/2; 0035/1; 0135/4]. Anche questa carice nel recente atlante provinciale (Scortegagna et al., l.c.) risulta sottocartografata rispetto alla reale diffusione manifestata sull’altopiano; essa comprenderebbe un unico quadrante, verosimile frutto della prima segnalazione avvenuta presso Cima del Porco (Tasinazzo, 2000; Scortegagna, l.c.) e relativa ad un habitat localmente insolito per la specie, il sottobosco di una pecceta di sostituzione. L’habitat elettivo può essere indicato nel nardeto primario, riferibile a Siever­sio montanae-Nardetum, che occupa le depressioni glacio-carsiche nella fascia altitudinale di pertinenza della pecceta subalpina (Giovagnoli & Tasinazzo, 2014). Tuttavia vari sono i tipi vegetazionali in grado di ospitarne la presenza. La distribuzione della specie è pertanto più ampia di quanto non appaia dai dati di recente presentati, coinvolge un numero maggiore di quadranti e appare oltre tutto passibile di ulteriori aggiornamenti in considerazione del fatto che non tutti i rinvenimenti avvenuti in questi anni sono stati annotati e quindi non compaiono nei reperti sopra riportati.

Carex rupestris All.

Precisazioni distributive. Il dato prodotto da Tasinazzo (2000) viene ripreso nell’elenco floristico di Scortegagna (l.c.) e più di recente nell’atlante provinciale (Scortegagna et al., l.c.), che tuttavia non riprende i dati distributivi dettagliati in Giovagnoli & Tasinazzo (2008). Come riportato in quest’ultimo contributo, C. rupestris è diffusa in tutta l’enclave subcontinentale dell’acrocoro sommitale, pertanto oltre al quadrante 0035/1 – unico riportato nell’atlante provinciale – la sua presenza comprende anche 9934/4, 9935/3 e 0034/2.

Celtis australis L.

Reperti: 1) Godeluna (Enego), cengia lungo traccia di sentiero n° 786 all’imbocco della Val Capra [0036/3], 800 m, affioramento di rosso ammonitico, 3.7.2015; 2) loc. Zannini (Campolongo sul Brenta), versante boscoso a W della contrada [0136/3], 150 m, ostrio-querceto, 13.8.2017; 3) Val Canaglia (Cogollo d. Cengio) [0234/2], 450 m, ostrio-querceto disturbato, 12.7.2018.

Nuova segnalazione. Il mancato inserimento all’interno del contributo sulla flora del settore vicentino dell’Altopiano (Scortegagna, l.c.) è con ogni probabilità da imputare ad un refuso, anche in considerazione della distribuzione riportata per la specie nel recente atlante provinciale (Scortegagna et al., l.c.). Si ritiene interessante sottolineare il dato relativo alla prima stazione, ad una quota oltre tutto insolita, che si riferisce ad un unico esemplare arbustivo in contesto del tutto primario e in habitat immune da interferenza umana; le altre due, al con­trario, si allineano ai rinvenimenti di bassa quota finitimi a insediamenti e attività antropiche ove la specie denota quel temperamento che induce Poldini (2002) ad inserirla nel novero delle archeofite dubitative.

Cosmos bipinnatus Cav.

Reperto: lungo la strada S. Caterina-Salbeghi (Lusiana), a monte del capitello presso il bivio per C. Strambi [0235/2], 520 m, margine stradale, 28.8.2017.

Nuova segnalazione. Si ritiene utile riportare il ritrovamento di una copiosa colonia di questa asteracea, estesa su di un centinaio di metri lineari, per la lontananza da fonti di possibile inoculo, ivi compreso il capitello prossimo alla stazione. Si tratta di una specie ampiamente coltivata per ornamento che mostra la tendenza a diffondersi sul territorio in modo effimero, nei contributi apparsi di recente in Veneto definita ‘accidentale’ (Masin & Scortegagna, 2012; Masin, 2014). Un’ulteriore sorgente di diffusione è rappresentata dal suo inserimento all’interno di miscele di sementi per “wildflowers”.

Crepis paludosa (L.) Moench

Reperti: 1) versante N di M. Cucco (cima ca. 500 m a ENE del M. Longara) in valle di Campomulo (Gallio) [0035/3], 1520 m, pecceta di sostituzione, 22.7.2017; 2) Busa Boratta (Gallio) [0035/3], vegetazione d’alte erbe in dolina imbutiforme, 1580 m, 29.6.2018.

Nuovo dato distributivo [0035/3]. Indicata come rara per la conca mediana e la scarpata della Valdastico (Scortegagna, l.c.), il ritrovamento avvenuto nel sotto­bosco di una pecceta di sostituzione ne estende la diffusione anche all’altipiano settentrionale, colmando al contempo una lacuna nella distribuzione cartografica per quadranti pubblicata con l’atlante provinciale (Scortegagna et al., l.c.).

Daphne alpina L.

Reperti: 1) Col Piangrande in esposizione SE (Valstagna) [0135/2], ca. 550 m, detriti rocciosi presso trincee in ambiente arido, 15.5.2015; 2) sbocco della Val Canaglia a lato E del segnavia 651 (Cogollo del Cengio) [0234/2], 450 m, affio­ramenti rupestri, 15.6.2015; 3) ca. 350 m a NE di Ex C. Pierotti (Cogollo del Cengio) [0134/3], 370 m, macereto, 29.6.2016; 4) P.ta Altaburg in esposizione W (Rotzo) [0134/1], 1300 m, rupi affioranti, 6.8.2017; 5) crinale a NW della cima del M. Cengio [0134/3], 1300 m, affioramenti rupestri, 9.7.2018.

Nuovi dati distributivi [0135/2]. Scortegagna (l.c.) ne riferisce la presenza per l’altopiano meridionale e la valle del Brenta, ma non per la scarpata della val d’Astico, anche se nel recente atlante la specie risulta censita nei quadranti interessati, verosimilmente per una diffusione su rilievi montuosi contermini. Così pure vale per la scarpata meridionale, in cui può essere fatta rientrare la stazione della Val Canaglia.

Draba muralis L.

Reperti: 1) Camporovere (Roana), lungo la strada che conduce verso M. Rasta, appena a N della prima carrozzabile bianca sulla sx [0134/2], 1130 m, arrena­tereto, 6.6.2015; 2) di fronte a Cappella Fire (Camporovere), appena a S della carrozzabile [0134/2], 1075 m, arrenatereto, 6.6.2015; 3) c/o Madonna della neve (Asiago) in direzione SW lungo la strada per Rif. C. Rossa, poco prima del primo bivio sulla dx [0134/2], 980 m, prato da sfalcio magro, 6.6.2015; 4) tra Stona di sopra e Stona di sotto (Foza), al 4° tornante scendendo [0135/2], 1000 m, arrenatereto, 30.5.2017; 5) Sprunck (Asiago) [0135/2], 1020 m, prato da sfalcio magro, 6.5.2018; 6) Ferrazzo (Enego) [0036/3], 980 m, arrenatereto, 21.5.2018.

Nuovi dati distributivi [0036/3; 0134/2; 0135/2]. L’unico dato finora noto per l’altopiano fa riferimento all’indicazione di Scortegagna (l.c.) che la cita come rarissima per ‘muri a secco’ nei pressi di Enego, come confermato anche dalla cartina distributiva contenuta nell’atlante provinciale. In base alle nostre osser­vazioni la piccola brassicacea sembra essere in realtà più diffusa, in particolare all’interno di prati da sfalcio, habitat in cui ricadono tutti i rinvenimenti qui riferiti. Pur poco frequente, è da ritenersi verosimilmente distribuita in modo omogeneo sull’intera conca mediana. Tra le motivazioni alla base dell’aumento dei rinvenimenti è possibile ipotizzare una fase espansiva della specie, come osservato in altri ambiti provinciali quali i Colli Berici.

Elymus athericus (Link) Kerguèlen

Reperto erbariale: strada ‘Vecchio Costo’ (Cogollo del Cengio) [0234/2], 450 m, scarpata erbosa al margine della strada, 15.6.2015 (Herb. Tasinazzo).

Nuova segnalazione. Sulla scorta dei caratteri distintivi rappresentati dal mar­gine ciliato delle guaine fogliari, dalle foglie convolute e glauche e dalle glume acute (Fischer et al., 2005; Prosser et al., 2009) si attribuisce a questo taxon una popolazione di Elymus rinvenuta lungo il margine parzialemente disturbato di una carrozzabile in disuso che attraversa un ambiente xerotermico con stadi di vegetazioni aperte dinamicamente afferenti ad un ostrio-querceto. Questa risulta anche la prima segnalazione provinciale per la specie.

Empetrum nigrum subsp. hermaphroditum (Hagerup) Böcher

Reperto: dolina posta ca. 250 m a S di M. Castellaro (Asiago) [0035/1], 1670 m, mugheta, 25.7.2013.

Nuovo dato distributivo. Interessante elemento artico-alpino rinvenuto pochi anni orsono in una mugheta su macereto che riveste i fianchi nord e orientale della dolina posta ca. 350 m a SSE di M. Frate (non nel finitimo Buso del Dia­volo come erronemante riportato nella segnalazione originaria; Giovagnoli & Tasinazzo, 2008). Una seconda stazione è stata rintracciata, in medesimo habitat, nella dolina posta ca. 750 m in direzione SE rispetto alla precedente. Essa costituisce al contempo la seconda località nota non solo per l’altopiano ma anche per l’intero vicentino.

Eranthis hyemalis (L.) Salisb.

Reperto: sx idrografica della Val Frenzela, lungo traccia di sentiero a metà pendio da Tèssar di sotto (Foza) [0135/2], ca. 800 m, riparo sotto roccia, 19.3.2017.

Conferma della presenza [0135/2]. Esiste una sola segnalazione alquanto datata e generica riferibile all’Altopiano (“Portole”, Herb. Montini, BASSA), come si evince dai contributi di Cobau (1942) e Marchente (1974); comunque ad oggi la specie manca di conferme (Tomasi in Scortegagna et al., l.c.). Una colonia di qualche decina di esemplari colonizza la parte terminale della lunga soglia alla base della parete rupestre, sfruttata anche per l’ arrampicata sportiva, che s’incontra lungo la traccia di sentiero che da Tèssar di sotto s’inoltra in Val Fren­zela, in una stazione soggetta a stillicidio. La precocità della fioritura e la fugacità del ciclo vegetativo possono essere responsabili della scarsità delle osservazioni di campagna di questa specie che comunque predilige stazioni plano-collinari. La presente nota amplia verso nord l’area distributiva provinciale che risulta concentrata nel settore berico-lessineo.

Festuca filiformis Pourr.

Reperto erbariale: dx idrografica della Val Ghelpach, lungo il sentiero natura­listico segnavia 801, 300 m ca. a E di Grotta Tre Pezzi [0134/2], 920 m, ostrieto di balze rupestri, 23.6.2017 (Herb. Tasinazzo).

Nuova segnalazione. Viene considerata pianta calcifuga, tanto da essere ritenuta caratteristica di boschi decidui acidofili che si sviluppano su suoli oligotrofici (Quercetalia robori). Il rinvenimento è avvenuto al margine di un rado ostrieto rupestre che cresce in corrispondenza di un affioramento di rosso ammonitico. Il contatto con una formazione di sostituzione a prevalenza di Picea abies (L.) H. Karst. può averne favorito la presenza. L’insolita stazione si allinea ad altre già note per substrati calcarei (cf. Kiem, 1990).

Gagea serotina (L.) Ker Gawl.

Precisazioni distributive. Specie alquanto rara nelle prealpi calcaree venete e così pure nel vicentino, ove è stata segnalata per la prima volta da Scortegagna (2000) per il crinale tra il M. Ortigara e il passo di Val Caldiera sul settore settentrionale dell’altopiano di Asiago, unico dato riportato nell’atlante provinciale (Scorte­gagna et al., l.c.). Come per Carex rupestris, anche per G. serotina quest’ultimo recente lavoro non riporta il dato contenuto in Giovagnoli & Tasinazzo (2008, Fig. 4) per il quadrante 0035/1, relativo ad alcuni esemplari rinvenuti all’interno della dolina posta ca. 500 m a N del punto quotato 1820 lungo il segnavia n° 839 che da M.ga Campoluzzo conduce al M. Ortigara.

Gentiana punctata L.

Reperti: 1) fondo della profonda dolina posta ca. 250 m a WSW del bivio strada per Piazzale Lozze-Font. del Mosciar [0035/1], ca. 1520, nardeto, 25.07.2013; 2) 500 m a NW di Fontana Albi di Pastore [0035/3], ca. 1800 m, mugheta aci­dofila, 24.7.2018.

Nuovo dato distributivo [0035/1]. Riportata unicamente per M. Zebio (Scorte­gagna, l.c.), le nuove stazioni si configurano come la seconda e terza accertate non solo per l’altopiano, ma anche per l’intera provincia (Scortegagna et al., l.c.). La prima consta di numerosi esemplari – dell’ordine del centinaio – che crescono sul fondo della dolina, all’interno di un nardeto naturale che nel settore settentrionale frequentemente si sviluppa in questo tipo di morfologia e risulta riferibile a Sieversio montanae-Nardetum strictae (Giovagnoli & Tasinazzo, 2014). La seconda, dello stesso ordine di grandezza, si colloca invece all’interno della medesima area di base per cui è già segnalata, ma ne viene comunque data informazione in considerazione della rarità della specie in territorio provinciale.

Hieracium amplexicaule subsp. berardianum (Arv.-Touv.) Zahn

Reperto erbariale: P.ta Altaburg in esposizione W (Rotzo) [0134/1], 1300 m, sottoroccia di piccola cavità rupestre, 6.8.2017 (Herb. Fiorentin).

Nuovo dato distributivo. Pur indicato per la Val d’Astico (Scortegagna et al., l.c.), nella checklist dell’altopiano viene segnalato per il solo Canal del Brenta (Scortegagna, l.c.), quindi il presente rinvenimento accerta la sua diffusione anche per i contrafforti occidentali del tavolato.

Hordelymus europaeus (L.) Jess. ex Harz

Reperto erbariale: versante NW di Cima Favaro in direzione di Bocchetta Paù [0134/4], 1350 m, faggeta, 16.7.2017 (Herb. Tasinazzo).

Nuovo dato distributivo [0134/4]. Specie fagetale piuttosto rara in territorio provinciale, nonché regionale, considerata VU in entrambi gli ambiti dalla lista rossa del Veneto (Buffa et al., l.c.). Il rinvenimento costituisce la terza stazio­ne nota per il vicentino dopo quella relativa a M.ga Zolle di Dentro (Curti & Scortegagna, 1993) e quella, allo stesso modo collocata nella parte meridionale dell’altopiano, in val di Fonte (Scortegagna, l.c.). Una colonia sparsa di qualche decina di esemplari cresce nel sottobosco di un ceduo di faggio lungo il sentiero che scende da Cima Favaro in direzione di Bocchetta Paù.

Juncus filiformis L.

Reperto erbariale: ca. 200 m a SSW del Biv. Campi Lussi (Asiago) [0135/1], 1770 m, bordo di pozza in fondo dolina, 19.8.2008 (Herb. Tasinazzo).

Nuovo dato distributivo [0035/1]. Specie molto rara nel vicentino, tanto da es­sere considerata EN in lista rossa provinciale (Buffa et al., l.c.). La sua presenza sull’Altopiano è da tempo accertata per le torbiere di Marcesina (Busnardo & Favero, 1991) che ad oggi costituivano l’unica stazione di crescita nota. Il nuovo ritrovamento si configura pertanto come il secondo per l’area di studio, nonché il terzo per la provincia.

Laserpitium prutenicum L.

Reperti: 1) lungo la strada della Cingella in bassa Val Torra (S. Pietro Valdastico) [0134/1], ca. 650 m, ostrieti, 7.8.2016; 2) lungo il sentiero sul fondo della Val dei Mori (S. Pietro Valdastico) [0134/1], ca. 600 m, ostrieto, 7.8.2016; 3) fondo della valle del Rio Torto ca. 500 m dopo il primo attraversamento del torrente da Brancafora [0033/4], 550 m, vegetazione legnosa di ex-alveo, 10.10.2017.

Nuovi dati distributivi. Il recente atlante provinciale ne riporta la presenza all’interno delle aree di base interessate dalla presente nota, tuttavia la specie viene segnalata sull’altopiano da Scortegagna (l.c.) per la sola scarpata della

Val Brenta; tutte le stazioni sopra riferite appartengono a valli laterali ricadenti nella scarpata della Valdastico.

Linum trigynum L.

Reperto: versante SE del M. Campesana a N di Caluga (Bassano del Grappa), ca. 100 m a monte dell’Alta Via del Tabacco [0236/1], 500 m, prato arido, 25.6.2015.

Nuova segnalazione. Specie eurimediterranea che nel vicentino ha una distribu­zione centrata sui Colli Berici, ove è frequente e in espansione e da dove irradia nella parte prossimale degli attigui Lessini. Mancherebbero conferme su una sua presenza accertata in passato alle pendici dell’Altopiano (Scortegagna et al., l.c.). In realtà le ricerche di Busnardo (1994) hanno confermato la sua presenza sulle colline di S. Michele di Bassano, località da cui provengono anche campioni degli Herb. Montini e Parolini. Questa stazione si colloca tuttavia a sud della flessura Bassano-Valdobbiadene, pertanto, ricadendo nella fascia collinare pedemontana che da un punto di vista geomorfologico non fa parte dell’Altopiano (Barbieri & Grandesso, 2007), è esterna all’area di studio. Il presente rinvenimento, che dista solo circa 2 km in linea d’aria dal precedente, si configura pertanto come il primo per l’Altopiano; nel poco esteso prato arido che ne ospita l’esigua popola­zione crescono anche altre entità di rilevante interesse conservazionistico come Peucedanum officinale L., Pilosella cymosa e Veronica spicata L. subsp. spicata.

Nymphaea alba L.

Reperto: lungo la strada che sale da C.da Ciscati a Conco, all’altezza dell’im­missione sulla SP 72 in corrispondenza del tornante [0135/4], 925 m, piccola raccolta d’acqua, 28.9.2017.

Nuovo dato distributivo [0135/4]. Scortegagna (l.c.) ne riferisce la presenza presso ‘Puffele di Conco’ come risultato di una deliberata introduzione. La nuova stazione si colloca ad una distanza di circa 4.5 km dalla precedente, cui forse è da mettere in relazione, configurandosi come la prima a carattere spontaneo. Nella pozza di ca. 5-10 m2 è presente un’unica pianta. La specie è inserita con lo status NT nella lista rossa provinciale e in quella regionale (Buffa et al., l.c.).

Ononis pusilla L.

Reperti: 1) sbocco della Val Canaglia a lato E del segnavia 651 (Cogollo del Cen­gio) [0234/2], 500 m, prato arido, 15.6.2015; 2) versante SE del M. Campesana a N di Caluga (Bassano del Grappa), ca. 100 m a monte dell’Alta Via del Tabacco [0236/1], 500 m, prato arido, 25.6.2015; 3) Val d’Assa (Valdastico), lungo il sen­tiero naturalistico delle cenge [0134/1], ca. 750 m, riparo sotto roccia, 6.7.2015.

Nuovi dati distributivi [0234/2; 0236/1; 0134/1]. Indicata come rara e citata esplicitamente per la sola località di Pradipaldo (Scortegagna, l.c.), i nuovi ritrovamenti vanno ad aumentare le stazioni di crescita note. In tutti i casi si tratta di presenze costituite da pochi esemplari, per una specie mediterranea che trova condizioni favorevoli solo in corrispondenza di stazioni assolate e magre di fascia collinare o submontana.

Ornithogalum divergens Boreau

Reperto: C.da Dalla Valle (S. Giorgio di Perlena-Fara Vicentino), lungo la S.P. 69 ca. 100 m prima della curva ad angolo retto in direzione N [0235/3], 315 m, filare di vigneto, 1.4.17.

L’aggregato di O. umbellatum L. comprende, tra gli altri, O. umbellatum s.str. e O. divergens, che differiscono per struttura dell’infiorescenza, morfologia dei bulbilli e livello di ploidia (Martínez-Azorín et al., 2010). O. divergens rappresenta il citotipo esaploide (Peruzzi & Passalacqua, 2003) che a livello morfologico risulta riconoscibile per i pedicelli fiorali da patenti a deflessi – in particolare in fase di fruttificazione – anziché eretto-patenti (Gadella, 1972),

tanto da far assumere alla pianta un habitus ‘a candelabro’ (Garbari et al., 2007). Le due specie si discostano anche a livello di preferenze ambientali: O. divergens predilige habitat antropogeni e incolti aridi (Stellarietea mediae), lad­dove O. umbellatum s.str. è caratteristico di prati da sfalcio mesofili di stazioni fertili (Arrhenatheretalia elatioris). La località del presente rinvenimento non rientra entro i confini dell’area di studio, ponendosene comunque a ridosso in corrispondenza delle colline subalpine confinanti a meridione, tuttavia se ne dà notizia anche in considerazione del fatto che nell’elenco floristico proposto da Scortegagna (l.c.) viene riportato unicamente “O. umbellatum L.”. La piccola colonia di qualche decina di esemplari è stata censita, assieme ad altri elementi dei vigneti tradizionali (Calepina irregularis (Asso) Thell., Lamium amplexicaule L.), nel corteggio di un filare di vite a conduzione familiare.

Paspalum dilatatum Poir.

Reperto erbariale: C.da Maso (Calvene), lungo la strada che sale da Calvene tra il primo e il secondo tornante [0235/1], 270 m, bordo strada e prato sfalciato, 20.9.17 (Herb. Tasinazzo).

Indicata come casuale in regione (Celesti-Grapowet al., 2010) è oggi da rite­nersi localmente come naturalizzata. Manca dall’elenco floristico dell’altopiano, anche se nel recente atlante provinciale viene segnalata in due quadranti contigui a quello cui si riferisce la presente nota. La stazione di rinvenimento si colloca proprio a cavallo della flessura Bassano-Valdobbiadene ed è quindi possibile che non sia compresa nella citata checklist per l’esclusione dall’area di studio della fascia collinare pedemontana ricadente a S della suddetta linea tettonica (Scortegagna, l.c.). Comunque sia, il dato estende la presenza ad un’area di base attualmente scoperta, per cui si ritiene utile riferirne il ritrovamento. Nella nuova località la neofita risulta copiosa su una superficie di qualche decina di metri quadrati costituendo la specie di gran lunga prevalente e in alcuni tratti quasi esclusiva all’interno di un prato sottoposto a fienagione.

Phleum phleoides (L.) Karsten

Reperto: ca. 400 m a SW della Speluga della Ceresara (Caltrano) [0234/2], 770 m, prato arido a monte del segnavia n° 685, 20.9.2017.

Nuovo dato distributivo [0234/2]. Il suo rinvenimento nel prato arido caratte­rizzato dagli affioramenti di rosso ammonitico colonizzati dalla popolazione di Sempervivum tectorum (vedi) completa il quadro distributivo lungo la scarpata meridionale ove veniva già segnalato (Scortegagna, l.c.).

Pilosella cymosa (L.) F.W.Schultz & Sch.Bip.

Reperto erbariale: versante SE del M. Campesana a N di Caluga (Bassano del Grappa), ca. 100 m a monte dell’Alta Via del Tabacco [0236/1], 500 m, prato arido, 7.5.2015 (Herb. Fiorentin, conf. G. Gottschlich)

Conferma della presenza [0236/1]. Specie rara nel vicentino, tanto da essere considerata VU nella recente lista rossa provinciale (Buffa et al., l.c.), in virtù di dati distributivi recenti limitati ai Colli Berici (Scortegagna et al., l.c.) ove è nota per 5 stazioni costituite da isolati esemplari o sparuti effettivi (Tasinazzo et al., 2007). Mancavano ad oggi conferme per l’area oggetto di studio, ove in passato era stata indicata per ‘Valstagna’ (Marchente, 1974) e ‘Manassi’ (Spran­zi, 1864-1883). Il ritrovamento costituisce pertanto una conferma della sua pur sporadica presenza sull’Altopiano.

Poa palustris L.

Reperto erbariale: Font. di Busa Scura a S di C.le Lagonsin (Asiago), sul fondo dell’avvallamento [0035/1], 1340 m, prato impaludato, 16.7.2016 (Herb. Tasi­nazzo).

Nuova segnalazione. Non molti risultano gli habitat umidi naturali presenti sulla parte settentrionale dell’altopiano, ove si escludano le importanti aree torbose di Marcesina. In prossimità del confine amministrativo con il Trentino si trova il toponimo Busa Scura presso cui una sorgente origina alcune cenosi erbacee igrofile che vanno ad occupare, in rapida successione altimetrica, i fondi pianeg­gianti di alcuni piccoli catini carsici. Esse comprendono un aspetto a dominanza di Carex paniculata L., un altro a Carex rostrata Stokes e infine l’ultimo a Carex elata (vedi). Sui frammenti interconnessi di prateria igrofila è stata raccolta anche Poa palustris che non viene riportata nel lavoro di Scortegagna (l.c.).

Potamogeton crispus L.

Reperto: lungo la strada che sale da C.da Ciscati a Conco, all’altezza dell’im­missione sulla SP 72 in corrispondenza del tornante [0135/4], 925 m, piccola raccolta d’acqua, 28.9.2017.

Nuovo dato distributivo [0135/4]. L’unico dato noto si riferisce a Malga Campo Manderiolo (Scortegagna, l.c.), pertanto questa rappresenta la seconda segna­lazione per l’area di studio.

Pseudofumaria lutea (L.) Borkh.

Reperto: parte terminale in sx idrografica della Val Cengiotta (Cogollo del Cengio), al limitare del sentiero con segnavia n° 647 [0134/3], ca. 450 m, parete rupestre ombrosa, 18.6.2015.

Nuovo dato distributivo [0134/3]. Ritenuta giustamente rarissima per la presenza accertata unicamente per loc. Pozzette nel Canale del Brenta e la Val d’Astico (Scortegagna, l.c.), la nuova stazione si raccorda a quest’ultimo ambito. La specie cresce su una piccola parete rupestre nel fondo della forra della Val Cengiotta a stretto contatto con una vegetazione ascrivibile a Poten­tilletum caulescentis.

Quercus ilex L.

Reperti: area tra Piangrande, vallone del Regoleo e S. Zeno (Cogollo del Cengio) [0134/3], 380-470 m, ostrieti, 24.1.2015.

Nuova segnalazione. Ad oggi mancavano dati per l’altopiano di Asiago. La segnalazione si riferisce ad un’area di qualche ettaro e consiste di 2 esemplari arborei d’alto fusto, posti in destra idrografica del vallone del Regoleo ai margini del segnavia n° 643 in corrispondenza del bivio Forcella-S. Zeno, e di numerosi esemplari arbustivi (0.5) 1-1.5 (3.5) m derivanti da rinnovazione spontanea. La specie è qui da ritenersi naturalizzata.

Rosa rubiginosa L.

Reperto: M. Cengio (Cogollo del Cengio), dal Rif. al Granatiere lungo segnavia n° 647, in corrispondenza dei primi tornantini in discesa [0134/3], ca. 1200 m, frammenti di prateria subrupestre, 4.9.2014.

Nuova segnalazione. Rosacea poco diffusa o forse poco osservata in territorio provinciale, al momento segnalata per una stazione sui Colli Berici presso i pendii sovrastanti Lumignano (Tasinazzo & Dal Lago, 1999) e per due quadranti rica­denti sui Lessini (Scortegagna et al., l.c.). Nella nuova stazione è stata accertata la presenza di un paio di esemplari.

Salix herbacea L.

Precisazioni distributive. Anche per questa specie il recente atlante provinciale (Scortegagna et al., l.c.) tralascia di riportare alcuni dati contenuti nel lavoro di Giovagnoli & Tasinazzo (2008, Fig. 5 e pag. 131), per cui la sua presenza è da considerarsi accertata anche per il quadrante 9935/3.

Saussurea alpina L. (DC.) subsp. alpina

Reperto: dolina posta ca. 250 m a S di M. Castellaro (Asiago) [0035/1], 1592 m, fondo dolina, 11.8.2013.

Nuovo dato distributivo [0035/1]. Al pari delle uniche due altre stazioni finora accertate (Giovagnoli & Tasinazzo, 2008), anche questo nuovo dato si riferisce a micromorfologie di fondo dolina che favoriscono la presenza di specie proprie di dossi ventosi di alta quota (Carici rupestris-Kobresietea bellardii).

Saxifraga aizoides x S. caesia (syn. S. x patens Gaudin)

Reperto: versante W M. Corno di Campo Bianco (Asiago), lungo la carrozzabile che conduce a Bivio Italia all’altezza del Biv. Tre Fontane [0035/2], 1850 m, scarpata stradale, 20.7.2017.

Nuova segnalazione. Si tratta della prima segnalazione per il Vicentino di questo ibrido intersezionale tra la Sect. Xanthizoon Griseb. e la Sect. Porphyrion Tausch., riportato per varie flore europee (cf. Fritsch, 1889, sub S. x pallens; Fournier, 1934-1940; Hesset al., 1977; Jasičová, 1985; Vargas, 1997) e molto diffuso sulle Alpi (Webb & Gornall, 1989), comprese le centro-meridionali italiane (Anchisi et al., 1999); recentemente è stato rinvenuto anche sugli Appennini centrali (Con­ti et al., 2016). Non si sono trovate informazioni riguardanti la regione Veneto. L’ibrido è stato osservato in un unico esemplare frammisto alle specie parentali. Non distante dal luogo di rinveniento, più precisamente presso Cima Caldiera sempre sulla parte sommitale dell’altopiano, è stato qualche anno fa segnalato l’ibrido Saxifraga aizoides x S. squarrosa (S. x sotchensis Engler) (Casarotto, 2013).

Scirpoides holoschoenus (L.) Soják

Reperto: al margine della ciclopedonale che da Schiri conduce a Pedescala, nei pressi di Ex C. Pierotti (Cogollo del Cengio) [0134/3], 300 m, sponda di rigagnolo, 29.6.2016.

Nuova segnalazione. Alcuni esemplari di questa igrofita sono stati rinvenuti allo sbocco della sx idrografica della Valdastico in corrispondenza di una esigua vena sorgentifera assieme, tra gli altri, a Carex lepidocarpa e Carex distans.

Scirpus sylvaticus L.

Reperti: 1) Font. di Busa Scura a S di C.le Lagonsin (Asiago), sul fondo dell’av­vallamento [0035/1], 1340 m, prato impaludato, 16.7.2016; 2) esattamente in direzione della pista dell’aereoporto, ca. 50 m a W del bivio stradale Rodeghieri- Podestà (Asiago) [0135/1], 1010 m, bordo di rigagnolo ad acqua corrente, 13.6.2017; 3) C.da Vescovi (Asiago) [0134/2], 1005 m, aggr. a Filipendula ulmaria, 20.6.2018; 4) impluvio affianco alla stradina di accesso al L. Lumera (Asiago) [0135/1], 1000 m, impaludamento a Carex sp.pl., 20.6.2018.

Nuovi dati distributivi [0035/1; 0134/2; 0135/1]. Viene indicato come raro ed esplicitato unicamente per la Val d’Assa nella parte settentrionale dell’altopiano (Scortegagna, l.c.). La specie risulta in effetti molto localizzata per carenza na­turale di habitat idrici e, ove non bastasse, in particolare di quelli congeniali alle esigenze della ciperacea. Acque lotiche di risorgenza contraddistinguono tutte le stazioni, la seconda delle quali, più sparuta in termini numerici, é collocata in corrispondenza della sorgente del piccolo rigagnolo che origina a valle del posteggio posto all’altezza del bivio Rodeghieri-Podestà. Negli altri siti la specie è localmente copiosa.

Sempervivum tectorum L.

Reperto: ca. 400 m a SW della Speluga della Ceresara (Caltrano) [0234/2], 800 m, lastroni di rosso ammonitico, 5.8.2013.

Nuovo dato distributivo [0234/2]. Sull’altopiano viene indicato come raro e ap­pare distribuito più che altro lungo l’asse della Valdastico e della Val Brenta e dei

relativi sbocchi (Scortegagna, l.c.; Scortegagna et al., l.c.). La nuova stazione si colloca sulla scarpata meridionale, in corrispondenza di affioramenti di rosso ammonitico subverticali, ove la specie risulta molto abbondante – dell’ordine di qualche centinaia di esemplari – su una supeficie di qualche ettaro accompa­gnandosi a Saxifraga hostii Tausch.

Taraxacum sect. Palustria (H. Lindb.) Dahlst.

Reperto erbariale: c/o top. Campo Sopra, a SW della strada che da Rif. Marcesina conduce a M.ga Buson (Asiago) [0035/2], ca. 1370 m, area paludoso-torbosa, 19.5.2015 (Herb. Fiorentin).

Nuova segnalazione. Specie inserita in lista rossa regionale con lo status VU e in quella provinciale come CR (Buffa et al., l.c.), quindi particolarmente rara nel vicentino ove viene segnalata nel recente atlante (Scortegagna et al., l.c.) unicamente per il recoarese, per Friola e Camazzole lungo il medio corso del F. Brenta (Masin & Scortegagna, 2011) e per i rilievi collinari sopra Alonte sui Colli Berici (Scortegagna & Tasinazzo, 2003). Il presente rinvenimento si configura come il primo per l’Altopiano, ove non era mai stato censito.

Thelypteris confluens (Thunb.) C.V. Morton

Reperto: Campagna Guarnieri (Cismon del Grappa), ca. 500 m a SE della stazione di Primolano [0036/1], 212 m, fossato con Phragmites australis (Cav.) Trin. ex Steud., 17.5.2007.

La stazione di rinvenimento si colloca sulla parte di pianura alluvionale in sinistra idrografica del F. Brenta, in un territorio non strettamente ricadente entro i limiti dell’area di studio, pur tuttavia si ritiene utile darne conto, oltre che per la stretta contiguità spaziale, anche per la rilevanza conservazionistica rivestita dal dato. La felce rientra nella lista rossa regionale (NT), mentre in ambito provinciale viene codificata come VU (Buffa et al., l.c.). L’originalità del dato consente di estendere più a nord di quanto non fosse noto la sua distribuzione provinciale (Scortegagna et al., l.c.), a comprendere un settore della bassa Valsugana vi­centina in stretta connessione con il tratto superiore in territorio trentino, ove la sua presenza è stata accertata in corrispondenza della sorgente Resenzuola nei pressi di Tezze di Grigno (Pedrotti, 1995).

Trifolium dubium Sibth.

Reperti: 1) tra Stella e Bertigo (Asiago) [0135/1], 1080 m, arrenatereto, 25.5.2015 (Herb. Tasinazzo); 2) tra Stona di sopra e Stona di sotto, al 4° tornante scenden­do [0135/2], 1000 m, arrenatereto, 30.5.2017 (Herb. Tasinazzo); 3) Gianesini (Gallio) [0135/2], 900 m, arrenatereto, 03.6.2017; 4) Capitello Pènnar, pendio in direzione NE [0135/1], 1100 m, prato da sfalcio, 7.6.2017; 5) loc. Camona (Gallio), lungo la strada che collega Gallio e Asiago [0135/1], 1050 m, arrena­tereto magro, 7.6.2017; 6) C. Oneste (Lusiana) [0135/4], 770 m, arrenatereto, 18.5.2018; 7) Bastianelli (Conco) [0135/4], 800 m, arrenatereto, 18.5.2018; 7) C.da Vescovi (Asiago) [0134/2], 1020 m, prato da sfalcio umido, 15.6.2018; 8) a SE di C.da Bettinadi (Canove di Roana) [0134/2], 920 m, prato da sfalcio umido, 20.6.2018.

Nuova segnalazione. Sul territorio provinciale è specie poco comune, o forse sottostimata, di cui mancano segnalazioni ad est della Valdastico (Scortegagna et al., l.c.). È stata rinvenuta in alcuni rilievi di prati da fienagione della conca mediana e dell’Altopiano meridionale e verosimilmente potrebbe essere più diffusa di quanto non lascino intendere i dati qui riportati. È una terofita carat­teristica dei prati da sfalcio (Arrhenatheretalia elatioris) e come tale si comporta nelle stazioni rintracciate, risultando particolarmente abbondante in stazioni subigrofile per prossimità ad impluvi e vene sorgentifere.

Trifolium incarnatum subsp. molinerii (Hornem.) Syme

Reperti: 1) loc. Còbbaro (Lusiana), pendio adiacente al cimitero [0235/2], 720 m, prato da sfalcio meso-xerofilo, 9.5.2015; 2) Piazza Campana (Lusiana), sul pendio a S della vecchia scuola elementare [0235/1], 820 m, arrenatereto magro, 12.5.2015; 3) Brombe (Conco), sopra strada in corrispondenza della deviazione per l’accesso alla contrada [0235/2], 810 m, prato da sfalcio meso-xerofilo, 17.5.2015; 4) presso i ripetitori di Rubbio (Bassano del Grappa), a valle di via M. Caina in corrispondenza della curva in direzione NE prima di Molago [0136/3], 1000 m, prato da sfalcio meso-xerofilo, 17.5.2015; 5) presso Spelonchette, sopra strada in corrispondenza del nucleo abitato [0135/4], 860 m, prato da sfalcio, 18.5.2018.

Nuova segnalazione. Rinvenuto in più stazioni della fascia submontana in un ristretto settore compreso, da W a E, tra Piazza Campana e C.trà Molago, all’in­terno di praterie da fienagione tendenzialmente magre, in sintonia con quella che è l’ecologia della specie ritenuta caratteristica di Festuco-Brometea. Le stazioni condividono inoltre la comune matrice litologica, il biancone, di natura quindi carbonatica, abbastanza insolita per questo trifoglio che è tendenzialmente aci­dofilo. Esse si raccordano con le vicine località di crescita collocate sui finitimi rilievi collinari delle Bregonze, ove gli affioramenti basaltici risultano maggior­mente confacenti alle sue esigenze pedologiche. Ad oggi mancavano segnalazioni per l’altopiano.

Trifolium ochroleucon Huds.

Reperto: loc. Caluga (Bassano del Grappa), lungo l’Alta Via del Tabacco ca. 100 m dopo il tornantino che conduce all’ultima casa della contrada [0236/1], 430 m, prato, 25.6.2015.Conferma della presenza [0236/1]. Quello per i ‘Manassi’ (Spranzi, 1864-83) costituisce l’unico dato disponibile per l’area in esame. La specie è stata rinve­nuta in pochi esemplari in un’unica stazione, sotto la rada copertura di alcuni castagni da frutto.

Veronica alpina L.

Reperti erbariali: 1) Buse delle Contese (Asiago), nei pressi di Busa della neve a W della traccia di sentiero [0034/2], ca. 1970 m, fondo di piccola dolina, 5.8.2005 (Herb. Tasinazzo); 2) top. Campo Casara a NW di M.ga Pozze (Asiago) [0034/2], ca. 1700 m, fondo di dolina, 18.8.2005 (Herb. Tasinazzo); 3) Cornetti di Bocchet­ta Portule (Asiago), dolina quotata 2061 m (Carta dei sentieri CAI) posta ca. 400 m a SE dei Cornetti stessi [0034/2], 2060 m, fondo di dolina, 25.7.2009 (Herb. Tasinazzo); 4) M. Colombaretta di Portule (Asiago), ca. 200 m a SW della cima [0034/2], 2040 m, fondo di dolina, 25.7.2009 (Herb. Tasinazzo).

Conferma della presenza [0034/2]. Secondo quanto riporta Scortegagna (l.c.) la specie manca di osservazioni recenti che vadano a confermare le informazioni contenute in Spranzi (‘Firozzo di Portole’; 1864-1883) e Marchente (‘Portole’; 1974). Al pari di altre sopracitate, anche questa specie compare nei rilievi di molteplici associazioni rinvenibili sul fondo delle doline dell’acrocoro sommitale: Salici reticulatae-Caricetum rupestris, Salicetum reticulato-breviserratae, Salice­tum retuso-reticulatae, Potentillo dubiae-Homogynetum discoloris, Homogyno discoloris-Loiseleurietum procumbentis (Giovagnoli & Tasinazzo, 2014). I dati erbariali raccolti in questi anni consentono pertanto di confermarne la presenza, ma il mancato appunto di altri non permette di estendere la diffusione agli altri quadranti ricadenti nell’acrocoro sommitale, ampliamento per altro del tutto probabile e che potrà essere verificato negli anni a venire.

Ringraziamenti

Si ringraziano Busnardo G. e Busatta C. per aver fornito materiale bibliografico, Gottschlich G. per la conferma della determinazione di Pilosella cymosa.

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