Naturalistic excursion to the beach and port of Lido di Venezia in the early 20th century
Il 9 marzo 1905 Emilio Ninni (1868-1945) tenne, presso l’Ateneo Veneto di Venezia, una curiosa e insolita lettura intitolata La vita degli animali fra la rena ed i sassi della spiaggia e porto di Lido che venne in seguito pubblicata (ninni, 1905). Nella sua memoria il naturalista veneziano descrisse, in modo divulgativo e originale, molti esseri viventi che potevano essere incontrati in una ordinaria uscita presso il Lido di Venezia inducendo così il pubblico ad osservare con occhi diversi quanto poteva trovarsi in percorsi e uscite abituali.
Emilio Ninni era il figlio del naturalista veneziano Alessandro Pericle Ninni (1837-1892), noto per i suoi profondi contributi soprattutto in ambito ittiologico, di biologia marina e di ornitologia (longo, 1998; cattaneo-Vietti & ruSSo, 2019). Come il padre, Emilio Ninni fu ammaliato dal mondo naturale tanto da metterlo al centro dei suoi interessi dimostrando particolare riguardo a quello del territorio veneto. Avifauna e ittiofauna rappresentarono i suoi campi d’indagine principali (MezzaVilla, 2014).
Il sopracitato contributo di Ninni, dai caratteri atti a destare curiosità nel pubblico senza tralasciare un doveroso grado di accuratezza e precisione, ri-guarda, come si intuisce, una sorta di escursione di osservazione naturalistica alla scoperta degli animali del Lido di Venezia (ninni, 1905). Ninni cominciò la sua trattazione concentrando l’attenzione su un cespuglio di rovo, esortando a porre considerazione all’incessante ronzio che ne poteva emergere, indicativo di una moltitudine di insetti. Tra questi, primeggiavano diverse specie di mosche (mosche domestiche, d’oro, canine, ecc.) congiuntamente a moltissime zanzare: i “mussati” (ninni, 1905). Nell’Italia dell’epoca, come sottolinea Ninni e come ribadiamo, alcune zanzare potevano costituire un problema di Sanità pubblica in quanto vettori malarici (ninni, 1905). Altri insetti descritti da Ninni furono i tafani e alcuni coleotteri come l’Hammantichero (ninni, 1905). Giunti in spiag-gia poteva essere scorto lo scarabeo sacro (Atheucus sacer) lanciatosi a spingere una palla di escrementi o le cicindele sfuggire rapide sulla sabbia. L’attenzione dell’escursionista doveva tuttavia essere carpita dall’acqua e dai suoi abitanti poiché «più al largo occulti dall’acqua, si svolgono drammi, viaggi, lotte insidie, mutue assistenze per la conservazione della propria specie» (ninni, 1905). Ecco quindi l’alternarsi di “bibarazze” (Venus gallina), “calzinei” (Donax trunculus), “cape mate” (Cardium), “peoci pelosi” (Modiola), arenicole, “cape longhe” (Solen). Proseguendo nell’osservazione, arrivati alla diga, si potevano distingue-re la Petricola lithophaga, alcune ostriche e dei mitili. In mare potevano essere ammirate diverse specie di alghe, di molteplici colori, «visibili stupendamente causa la limpidezza della stessa [acqua n.d.a., cosa oggi difficilissima!], un vero giardino» (ninni, 1905). Sottacqua, poi, potevano essere naturalmente trovati moltissimi pesci e crostacei: il Labrus e il Crenilabrus, i Blennii, gli “spari”, i “corbi” (Umbrina cirrhosa), il Grapsus, i “graziporri” (Eriphia spinifrons), le
“porcellane”, i “granzieti delle ostreghe”, la stella di mare (Asteria) (ninni, 1905). Vi erano, poi, splendidi esempi di mimetismo per la sopravvivenza come quello dell’Inachus, crostaceo che ricopre la propria superficie corporea di corpi estranei (ninni, 1905). Ancora, Ninni, accennò a possibili incontri con sogliole (Solea), pianuzze (Pleuronectes), rane pescatrici dette “coe de rospo” (Lophius piscatorius), anguille (di cui propose una interessante disquisizione sul ciclo vitale) (ninni, 1905). Ninni, infine, chiuse la sua lettura con un’ultima nota sul plancton e con l’amarezza per la mancanza -di allora- di una Stazione Zoologica per studi sulla vita nel mare (ninni, 1905).
Nell’ambito di questo tipo di popolarizzazione e divulgazione scientifica dedicata agli ambienti marini si trovano alcuni esempi nella letteratura naturalistica tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il dott. Ugolino Ugolini (1856-1942), nelle pagine di Natura ed Arte, tracciò la descrizione della vita di coste rocciose e delle acque quali quelle liguri o dell’Istria popolate da alghe, mitili, balani, lepadi, serpule, attinie, spugne, patelle, chitoni, polipi, datteri di mare, dattili, vioe, teredini (ugolini,1895-96). Un altro esempio ancora è l’illustrazione della vita marina narrata da Felice Supino (1870-1946) nella rivista La Natura (Supino, 1912). Supino tratteggiò i ritratti dei moltissimi esseri viventi che gremiscono il mare, da quelli delle zone limitrofe alla costa a quelli delle acque più profonde. A questi ultimi, la cosiddetta «fauna abissale», rivolse un breve approfondimento per delinearne le peculiari strategie di adattamento e sopravvivenza in ambiente estremo (Supino, 1912).
Le esposizioni divulgative riguardanti la vita marina elaborate dai naturalisti di fine Ottocento e inizio Novecento conducevano gli uditori/lettori alla scoperta di ambienti spesso noti al grande pubblico ma di cui non si conosceva appieno la molteplicità delle forme biologiche che li abitavano. In questo senso quella di Emilio Ninni è una descrizione piena di immagini evocative, esempi e metafore per rendere l’affollato ambiente naturale del Lido alla portata di tutti. La lettura è quella di un uomo di scienza del quale traspare tutto l’interesse e l’ammirazione per il mondo naturale. Ninni induce, quindi, ad osservare gli esseri viventi con occhi diversi, con lo sguardo di qualcuno che guarda il quotidiano sotto la luce della curiosità.
* I nomi degli animali e delle piante riportati nel testo sono quelli utilizzati da Ninni nella sua relazione.

Bibliografia
- Cattaneo-Vietti, R., & Russo, G. F. (2019). A brief history of Italian marine biology. The European Zoological Journal, 86(1), 294–315. https://doi.org/10.1080/24750263.2019.1651911
- Longo, O. (1998). Gli interessi umanistici di un naturalista veneto dell’Ottocento: A. P. Ninni. In B. Battaglia, G. A. Danieli, & A. Minelli (A cura di), Le scienze biologiche nel Veneto dell’Ottocento. Atti del sesto seminario di Storia delle Scienze e delle Tecniche nell’Ottocento Veneto (Venezia, 18-19 novembre 1996) (pp. 240 pp.). Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.
- Mezzavilla, F. (2014). Emilio Cesare Ninni e Giuseppe Zanandrea, insigni naturalisti veneti. Lavori della Società Veneziana di Scienze Naturali, 39, 5–11.
- Ninni, E. (1905). La vita degli animali fra la rena ed i sassi della spiaggia e porto di Lido. L’Ateneo Veneto – Rivista bimestrale di Scienze, Lettere ed Arti, 28(2), 1–16.
- Supino, F. (1912). La vita nei mari. Natura – Rivista di Scienze Naturali, 3(9), 259–279.
- Ugolini, U. (1895-1896). Escursioni in riva al mare. Il mondo degli scogli. Natura ed Arte, 5(17), 413–417.
