Riassunto
Il presente studio prende in considerazione, per il periodo 2012-23, tutte le specie coloniali nidificanti in provincia di Rovigo appartenenti alle famiglie Threskiornithidae, Ardeidae e Phala-crocoracidae. Il numero complessivo di garzaie appare triplicato, con concentrazione nell’area del Delta del Po; la media di coppie nidificanti di Ardeidi è di 882. Le specie mostrano trend differenziati: forte incremento per Airone rosso e Cormorano; decremento osservato solo per Airone cenerino. L’applicazione della metodica di censimento con drone risulta di cruciale importanza; non sono stati osservati effetti sulle specie censite derivanti da diminuzione di disturbo antropico durante il periodo pandemico del virus Covid. Sono stati analizzati, infine, i fattori di pressione di origine antropica che influiscono negativamente in Polesine sulle specie considerate.
Abstract
Breeding colonial species of Threskiornithidae, Ardeidae e Phalacrocoracidae in the Province of Rovigo (North East Italy) in 2012-23.
This survey is about colonial Threskiornithidae, Ardeidae and Phalacrocoracidae breeding in 2012-23; it regards Rovigo District (Veneto – Italy). An increase in heronries number was observed; the average of breeing pairs of Ardeidae was 822. Strong increase for Purple Heron and Great Cormorant; decrease for Grey Heron. Drone monitoring for nests detection is of crucial importance. No effects were observed related to the Covid virus pandemic. The pressure factors of anthropic origin that negatively influence the species considered in Polesine were analysed.
Introduzione
Lo studio delle specie coloniali di avifauna acquatica rappresenta uno dei capisaldi delle indagini faunistiche finalizzate alla valutazione dello stato di conservazione delle zone umide.
Varie le pubblicazioni che, sino ad oggi, hanno riguardato lo studio delle “garzaie”, ossia le colonie di nidificazione di aironi, ibis, spatole e specie affini in Veneto in generale e in provincia di Rovigo in particolare (MezzaVilla & Scarton, 2002; Scarton et al., 2013; Scarton et al., 2018; Scarton et al., 2020; Sartori et al., 2020; Verza et al., 2021; Sighele et al. 2022; Verza et al., 2023; Cecconello, 2023).
Nell’ottica di mantenere un quadro aggiornato sulle popolazioni nidificanti, l’As-sociazione Culturale Naturalistica Sagittaria di Rovigo ha coordinato e svolto il censimento delle specie coloniali in provincia di Rovigo fin dai primi anni 2000.
Tale provincia, difatti, ospita importanti garzaie, sia per quanto riguarda il numero di coppie nidificanti che le specie presenti, la maggior parte delle quali inserite nell’Allegato I della Direttiva “Uccelli” e nell’Articolo 2 della L. N. 157/92.
Grazie allo sforzo di campionamento messo in campo da Sagittaria, per il Polesine è possibile avere una serie di dati storici e standardizzati, in continuità con quanto raccolto in precedenza.
Il presente studio vuole dunque essere un aggiornamento su distribuzione, consistenza numerica e ubicazione di 12 specie nidificanti appartenenti ad aironi, cormorani e affini.
Materiali e metodi
Oggetto del presente studio sono tutte le specie coloniali di avifauna nidificanti in Veneto appartenenti alle famiglie di Threskiornithidae, Ardeidae e Phalacrocoracidae (Tabella 1). In questo lavoro vengono però esclusi Botaurus stellaris e Ixobrychus minutus, in quanto specie non coloniali.
Il periodo considerato va dal 2012 al 2023. Per ogni annata le indagini sono state svolte dal mese di gennaio a quello di agosto, forbice temporale che abbraccia la quasi totalità del periodo riproduttivo.
I metodi utilizzati per il censimento risultano standardizzati e ben collaudati (BiBBy et al., 2000). Per ogni garzaia sono stati mediamente effettuati tre censi-menti, di cui il primo sempre tra la metà di marzo e la prima settimana di aprile e i secondi due nei mesi di maggio e giugno. In totale hanno collaborato 41 rilevatori. I dati sono stati raccolti mediante strumentazione ottica di precisione (cannocchiali e binocoli), da punti sopraelevati (ad es. torrette, casoni, argini), percorrendo tratti in auto, da natanti, a mezzo drone per i siti problematici e le colonie di Airone rosso a partire dal 2018. La metodica di utilizzo del drone è andata via via affermandosi, grazie alla plasticità di tale metodo: maggior velocità nei rilievi, minor potenzialità di disturbo alle nidificazioni (VaS et al., 2015), facilità di accesso a siti complessi da un punto di vista logistico, nonché miglior precisione e accuratezza delle misure ottenute (corregidorcaStro et al., 2023) (hodgSon et al., 2018; Valle et al., 2022).

Per l’analisi del trend di ogni specie analizzata si è proceduto tramite il software TRIM versione 3.53 (pannekoek & Van Strien, 2005). Ci si è avvalsi di un pro-cedimento di regressione log-lineare che fornisce una stima del fattore b, che esprime la variazione media annua nel corso del periodo di studio. Nel nostro caso è stato impiegato il modello di tipo 2 (linear trend), con procedura di selezione stepwise dei punti di cambiamento della pendenza dell’equazione log-lineare (changepoints). Il trend di ciascuna specie è stato classificato nelle categorie Aumento/diminuzione forte, Aumento/diminuzione moderato, Aumento/diminuzione di entità indefinita, Stabile e Indeterminato, basate sulla valutazione congiunta della significatività del trend stesso (pendenza significativamente/non significativamente diversa da zero) e della significatività ed entità della variazione annua della popolazione (variazione significativamente/non significativamente superiore o inferiore al 5% annuo).
Area di studio
L’area di studio ha interessato l’intera superficie della provincia di Rovigo (Veneto) (Fig. 1). I siti monitorati sono stati sia quelli storici già noti, che tutte le colonie che di anno in anno si sono andate formando, per un totale di 38 garzaie nell’arco pluriennale considerato. Oltre a queste, sono da aggiungere vari siti che hanno visto la nidificazione sparsa e sporadica dell’Airone rosso: Valle Ripiego, Valle S. Carlo, Valle Segà, Valle Ca’ Pasta, massicciata della Sacca del Canarin, Boccasette, Isolella di Adria. L’elenco delle garzaie censite è consultabile nel sito web www.birdingveneto.eu.
Risultati
Nel periodo temporale considerato hanno nidificato con certezza 11 delle 12 specie che si riproducono in Veneto; per il Mignattaio, difatti, non vi sono evidenze certe della sua riproduzione.
Il numero di siti occupati è passato da 12 nel 2012 a 36 nel 2023 (Fig. 2), con concentrazione nell’area del Delta del Po. Tale aumento risulta in linea con quanto osservato anche nel resto del Triveneto (Sighele et al., 2023) e in altre aree italiane, come la Sicilia (rannisi et al., 2024). Per la nidificazione è stata utilizzata una molteplicità di tipologie ambientali, fra cui fragmiteti soggetti a marea, parchi di ville storiche, siepi agrarie, arbusteti all’interno di Valli da pesca e da caccia, scanni lagunari, saliceti fluviali.

Per quanto riguarda gli Ardeidi, la media sul periodo considerato è di 882 coppie nidificanti, con una progressiva flessione fino al 2018, e successivo incremento con massimo registrato nel 2023 (Fig. 3). Per i Falacrocoracidi l’aumento nel numero di coppie appare invece progressivo, con passaggio da 161 del 2012 a 753 del 2023 (Fig. 4).
L’Ibis sacro è stato a lungo osservato in periodo riproduttivo presso le garzaie della provincia di Rovigo, ma il primo dato di nidificazione ritenuta probabile è del giugno 2016, quando all’interno della garzaia plurispecifica di Valle Morosina sono stati osservati due individui al nido di cui uno in cova. Successivamente non è stato possibile verificarne il successo riproduttivo (Sartori et al., 2020). La prima nidificazione è stata accertata arriva 2020, con 5 coppie nella garzaia del Bacucco; nel 2021 si è verificata un’espansione di areale e numero di coppie, con coinvolgimento anche delle garzaie di Zelo e Ca’ Zuliani. Nel 2022 sono state osservate nidificazioni solo al Bacucco, mentre nel 2023 si è notata di nuovo un’espansione di areale (Bacucco; Giarette; Volta Vaccari.). La riproduzione è avvenuta sempre in garzaie plurispecifiche e non si è osservata una scelta di tipologie ambientali specifiche: Bacucco: fragmiteti con cespugli in ambito lagunare; Valle Morosina: fragmiteti con cespugli in ambito vallivo; Ca’ Zuliani: arbusti in ambito vallivo; Zelo: alberi in contesto agrario; Giarette e Volta Vaccari: saliceti fluviali. Nella limitrofa provincia di Venezia, dal suo insediamento come possibile nidificante nel 2019 (Sartori et al., 2020), l’Ibis sacro ha mostrato un notevole incremento numerico (Sighele et al., 2023), fenomeno da ritenersi possibile anche per la provincia di Rovigo (Fig. 5).

Fig. 3 – Numero di coppie di Ardeidi in provincia di Rovigo, anni 2012-23.
Fig. 4 – Numero di coppie di Falacrocoracidi in provincia di Rovigo, anni 2012-23.
Fig. 5 – Numero di coppie nidificanti di Ibis sacro in provincia di Rovigo, anni 2012-23.
In Provincia di Rovigo la Spatola ha nidificato in maniera sporadica fino al 2019. La nidificazione è avvenuta nella garzaia del Po di Maistra, con due coppie nel 2008, e nel maggio e giugno 2014, con una coppia nella garzaia della Golena di Ca’ Pisani, su cespugli di Amorpha fruticosa; uno dei due adulti osservati era munito di anelli. Dal 2019 si è osservato l’insediamento della specie nella garzaia plurispecifica del Bacucco, nel fragmiteto, principale sito per la specie in Ve-neto (Sartori et al., 2021; Valle et al., 2021) (Fig. 6). Altre nidificazioni hanno riguardato la garzaia della Golena di Ca’ Pisani nel 2022 e nel 2023 (tentativi falliti) e quella di S. Egidio nell’entroterra polesano nel 2023, presumibilmente a causa del progressivo allagamento del Bacucco a seguito della rottura di un’ar-ginatura per eventi meteoclimatici intensi (Verza et al., 2024). La tendenza di crescita osservata in Italia (chaMpagnon et al., 2023) si colloca all’interno di un fenomeno complesso che interessa tutta l’Europa: in particolare, in Europa occidentale la popolazione è in aumento (coppie raddoppiate in dieci anni), a discapito invece della popolazione nidificante in Europa centrale (soprattutto Ungheria) e Sud-orientale (soprattutto nel contesto del Delta del Danubio, che interessa Ucraina e Romania) (chaMpagnon et al., 2018).
In provincia di Rovigo la nidificazione del Mignattaio non è stata accertata in tempi recenti. Per diverse annate in varie garzaie è stata solo ipotizzata la presenza della specie come nidificante. Il 16 maggio 2017, difatti, quattro individui sono stati osservati presso la garzaia di Valle Morosina, il 7 giugno 2019 un individuo è stato osservato all’interno della garzaia di Giarette e per tutta la stagione riproduttiva 2022 vari adulti sono stati osservati nei pressi della garzaia del Bacucco.
Per quanto riguarda il Marangone minore, si è osservata una certa fluttuazione nel numero di coppie presenti, con media sul periodo considerato di 197. La nidificazione è avvenuta nelle garzaie del Delta del Po, ad eccezione delle due garzaie di Canalnovo e S. Egidio ubicate nel Polesine centrale. Il trend appare incerto per quanto riguarda il numero di coppie nidificanti, tuttavia in evidente crescita per quanto riguarda il numero di siti occupati (Fig. 7).
Il Cormorano, invece, ha evidenziato un trend di progressivo e deciso incremento, con passaggio da poche decine di coppie a 470 nel 2023 (Fig. 8). I due principali siti di nidificazione sono stati il Bacucco e Oasi Valpisani, con progressivo aumento di importanza anche per la garzaia del Faro di Pila. Presso la garzaia di Oasi Valpisani è stato osservato il fenomeno della progressiva morte degli esemplari di Salix alba a seguito di esposizione continua alle deiezioni della specie (cecconello, 2023) e spiccata competizione interspecifica; inoltre, il Cormorano ha gradualmente fatto allontanare le altre specie nidificanti, come osservato in altri contesti (gagliardi et al., 2021), ad esempio in Lettonia (cekStere et al., 2018).

Fig. 7 – Numero di coppie nidificanti di Marangone minore in provincia di Rovigo, anni 2012-23.
Per l’Airone cenerino è disponibile un set di anni più ampio, in particolare a seguito del suo insediamento in provincia di Rovigo nel 1995 con la prima coppia (passarella et al., 1996). I dati mostrano come vi sia stato un progressivo incremento nel numero di coppie nidificanti fino al quantitativo massimo di 550 nel 2012, cui ha fatto seguito una successiva fase di calo (Figg. 9-10). È la specie che occupa il maggior numero di garzaie in provincia di Rovigo, formando anche colonie monospecifiche, in particolare nel settore occidentale della provincia. Tipico il comportamento osservato con la formazione di nuovi nuclei riproduttivi, soprattutto in ambiente agrario, costituiti da un numero limitato di coppie. La tendenza della sua popolazione nidificante in Polesine richiama quella generale italiana, che si è stabilizzata attorno l’anno 1998, dopo circa 25-30 anni di crescita (Fasola et al., 2010). Questa si inserisce in un contesto di generale crescita osservato in Europa meridionale, come ad esempio dal 1996 nella Spagna meridionale: qui, oltre al moderato aumento del numero di coppie nidificanti, è stato documentato anche un notevole aumento nel numero di garzaie occupate (raMo et al., 2013).
Per la provincia di Rovigo, nel periodo 2012-2023 si nota chiaramente come la diminuzione del numero di coppie sia accompagnata da una crescita del numero di garzaie occupate; tale trend potrebbe essere interpretato come un insediamento definitivo della specie nel territorio, con occupazione di tutti gli spazi idonei disponibili e miglior utilizzo delle risorse trofiche.

Fig. 9 – Numero di coppie nidificanti di Airone cenerino in provincia di Rovigo, anni 1995-2023
Fig. 10 – Numero di coppie nidificanti di Airone cenerino in provincia di Rovigo, anni 2012-23
Fig. 11 – Numero di coppie nidificanti di Airone rosso in provincia di Rovigo, anni 2012-23
L’introduzione della metodica di censimento con drone potrebbe essere la motivazione dell’aumento osservato nel numero di coppie nidificanti di Airone rosso: media di 35,1 coppie nel periodo 2012-17, 94 coppie per il 2018-23 (Fig. 11). Un aumento è stato tuttavia osservato per l’Europa meridionale (karaSoVá, 2024). In provincia di Rovigo la specie ha anche la tendenza a nidificare con coppie sparse, slegate dalle colonie principali; questo potrebbe avere determinato una leggera sottostima dei contingenti presenti. La specie risulta comunque concentrata nell’area del Delta del Po, con fasi di abbandono dei canneti lagunari soggetti a marea a favore di fragmiteti più stabili ubicati in contesto vallivo o fluviale, con un utilizzo dei canneti lagunari passato dal 55,8% per gli anni 1994-98 al 7,1% per il 2009-13 (Verza & cattozzo, 2015), rimasto poi a livelli contenuti per il 2014-23 (12%), con conseguente aumento di utilizzo percentuale delle altre tipologie di canneto; questo probabilmente sia per peggioramento della struttura dei canneti lagunari sia per aumentato disturbo antropico (pesca, turismo). Difatti la principale colonia della specie, soprattutto in anni recenti, è risultata essere quella di Volta Grimana, ubicata all’interno di un corso fluviale secondario (Collettore Padano).
L’Airone bianco maggiore ha mostrato una recente fase di incremento. (Fig. 12). Nel 2014 la riproduzione è stata accertata nella garzaia del Po di Maistra, con una coppia osservata nel nido il 19 marzo e il 23 maggio; inoltre il 21 giugno un’altra possibile coppia nidificante è stata osservata nella garzaia di Oasi Valpisani. In entrambi i casi si trattava di grandi garzaie plurispecifiche ubicate all’interno del ramo più naturaliforme del Po. A partire dal 2019 la specie si è stabilmente insediata all’interno della garzaia del Bacucco, con nidificazione nel canneto (Valle et al. 2021).
La Garzetta ha evidenziato un andamento altalenante, soprattutto a partire dal 2016; la tendenza per il Polesine risulta comunque essere di “aumento moderato” (Fig. 13). Nel contesto italiano la situazione della specie appare eterogenea, con situazioni di decremento (FaSola et al., 2022) e di crescita (ranniSi et al., 2024); lo stesso dicasi per l’Europa meridionale, con aumenti in Spagna (raMo et al., 2013) e diminuzioni in Grecia (kazantzidiS et al., 2024).
L’Airone guardabuoi, dopo una prima fase di relativa stabilità, ha evidenziato un trend di crescita regolare, che lo ha portato nel 2023 al massimo di coppie registrate (Fig. 14). Molte popolazioni appaiono in forte crescita, come ad esempio in Grecia (kazantzidiS et al., 2024) o in Sicilia (rannisi et al., 2024). È presumibile, dunque, che anche il numero di coppie in provincia di Rovigo sia destinato all’incremento, dato anche il contesto paesaggistico e agrario particolarmente favorevole per la specie. È inoltre possibile che un marcato incremento possa portare ad una competizione con altre specie coloniali, come già osservato ad esempio in Piemonte (giaMMarino et al., 2021).
La Sgarza ciuffetto ha mostrato una popolazione nidificante sempre ricompresa all’interno delle 20 coppie, tranne per il 2021, con la Golena di Ca’ Pisani come garzaia principale su arbusteto fluviale (Valle et al., 2022) (Fig. 15). La presenza di coppie nidificanti è stata osservata anche per garzaie poste al di fuori del Delta del Po. In generale, la specie è presente come nidificante scarso anche nel resto del Triveneto, contando poche decine di coppie (Sighele et al., 2023).

Fig. 13 – Numero di coppie nidificanti di Garzetta in provincia di Rovigo, anni 2012-23

Fig. 15 – Numero di coppie nidificanti di Sgarza ciuffetto in provincia di Rovigo, anni 2012-23
Fig. 16 – Numero di coppie nidificanti di Nitticora in provincia di Rovigo, anni 2012-23
Dopo un primo triennio di buona presenza, si nota una fase di decrescita e in-stabilità nel numero di coppie nidificanti della Nitticora (Fig. 16), in linea con quanto osservato nel nord Italia (FaSola et al., 2022), ma diversamente da quanto osservato in Sicilia e in Spagna, dove la specie è in aumento (ranniSi et al., 2024; Ramo et al., 2013). In altri contesti dell’Europa meridionale, come ad esempio la Grecia, la specie è in forte calo (kazantzidiS et al., 2024). Si nota comunque per Rovigo una certa stabilità nel numero di garzaie occupate.
In sintesi, per il periodo temporale in esame, si nota un decremento esclusivamente per Airone cenerino, all’interno della dinamica già descritta, e per Nitticora se consideriamo l’overall slope model di TRIM anziché l’overall slope imputed; tutte le altre specie appaiono con trend positivo o incerto. A seconda dell’utilizzo delle due elaborazioni statistiche, i trend possono variare sensibilmente. Con entrambi i sistemi di analisi risultano in aumento Airone rosso e Cormorano. Il “Forte aumento” definito per Airone rosso può essere imputato, come già descritto, anche al cambiamento di metodica utilizzata nella raccolta dei dati.


Fig. 18 – Garzaia del Bacucco con nidificazioni di Airone bianco maggiore, maggio Immagine da drone.
Discussione
I dati analizzati rendono conto di una fase di espansione sia numerica che territoriale delle specie coloniali. Il numero di siti di nidificazione è esattamente triplicato, con un trend progressivo di aumento che pare ancora in atto. L’espansione ha riguardato sia la più adatta area del Delta del Po, che l’interno della provincia di Rovigo.
Per quanto riguarda i Falacrocoracidi, il numero complessivo di coppie nidificanti appare in evidente incremento; per gli Ardeidi, invece, vi è una situazione più varia, per la presenza di specie con trend differenziati. Il trend, negativo, osservato per l’Airone cenerino appare descrivibile all’interno di una normale dinamica sul lungo periodo conseguente alla ricolonizzazione della specie del territorio polesano.
Da tenere in considerazione come il trend di specie quali l’Airone rosso sia fortemente condizionato dalla metodica utilizzata in fase di monitoraggio: il censimento con ausilio di drone, difatti, permette di individuare fino al 65% di coppie in più (corregidor-caStro et al., 2023). Si ritiene, pertanto, che l’utilizzo del drone quale coadiuvante nella raccolta dei dati sia indispensabile.
Fondamentali per il successo riproduttivo degli Ardeidi sono alcune tipologie di pratiche agricole utilizzate nei territori adiacenti alle garzaie. È infatti noto come la presenza di risaie influisca positivamente sulle popolazioni di Ardeidi, migliorandone le prestazioni riproduttive, soprattutto se gestite con allagamento dei campi durante tutto il ciclo di sviluppo del riso (Forti et al., 2021) (Fasola et al., 1996), (Fasola et al., 2022). La coltivazione del riso in provincia di Rovigo è confinata ad alcune aree del Delta del Po, e attualmente non si ravvisano trend di incremento di superfici agricole destinate a tale preziosa coltura.
Per quanto riguarda l’andamento delle nidificazioni, non pare possibile osservarne un aumento conseguentemente alla fase più acuta della pandemia da virus Covid (anni 2020-21), in particolare per quanto riguarda la fase di significativa diminuzione della pressione antropica di detto periodo: in pratica tutti i trend già in atto sono rimasti invariati e specie in fase di colonizzazione, quali ad esempio la Spatola, hanno iniziato tale andamento dal 2019.
Come noto, le garzaie della provincia di Rovigo possono essere soggette a fattori di pressione di natura antropica in grado di generare effetti negativi significativi. Facendo riferimento alla codifica di tali fattori contenuta nell’Allegato B della DGR 1400 del 29 agosto 2017 (“Elenco dei fattori che possono determinare incidenze sul grado di conservazione di habitat e specie tutelati dalle direttive 92/43/Cee e 2009/147/Ce”), in tabella 3 viene esposta una sintesi di quanto osservato nel periodo temporale di riferimento per quanto riguarda le colonie di nidificazione polesane.
Il fattore di pressione A03 può esplicarsi durante i normali lavori di gestione delle aree prative delle sponde arginali: in tal caso la presenza di mezzi motorizzati e personale in prossimità delle colonie, soprattutto durante la fase del primo insediamento e della cova, possono determinare effetti negativi. Il fattore A10.01, invece, è stato direttamente osservato nella sua esplicazione; ad esempio, presso le garzaie del Ceresolo e di Trecenta la potatura o la rimozione di alberi e arbusti durante il periodo di nidificazione hanno comportato l’abbandono della garzaia di parte delle coppie. Il fattore F02 risulta potenzialmente impattante nei confronti delle garzaie poste nei fragmiteti, come ad esempio quella di Volta Grimana; in questo caso è consigliato il blocco momentaneo delle attività di pesca nel sito della garzaia per tutto il periodo riproduttivo. I fattori di categoria G si esplicano sia per presenza casuale di turisti troppo a ridosso dei siti di nidificazione, sia per diretto interessamento di fotografi e birdwatchers incauti che si avvicinano troppo ai nidi. Per il fattore di pressione H06.01.01 va detto che tutte le attività antropiche rumorose che si sviluppino a distanza ravvicinata dalle garzaie risul-tano particolarmente dannose. Significativamente impattante anche il fattore di pressione J02.02, allorquando i lavori di gestione idraulica effettuati con gli scavatori non tengano conto della vicinanza con i siti di nidificazione, come già più volte osservato nell’area del Delta del Po.

Ringraziamenti
Si ringraziano in particolare le Aziende private che hanno permesso l’accesso ai siti di nidificazione e tutti i rilevatori che hanno partecipato alla raccolta dati. Un sentito ringraziamento all’Associazione Sagittaria che ha fornito buona parte dei dati qui esposti e analizzati.
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