Con la lucidità che lo ha sempre caratterizzato, appena venutone a conoscenza Lorenzo ci ha informato senza giri di parole della sua malattia e dell’esito annunciato. Con una telefonata a Marco e un messaggio a Lorenzo, chiedendo di coinvolgere anche il caro amico Pierpaolo, tra le altre cose ci chiedeva di essere noi a ricordarlo come “memoria storica” e come amici che avevano condiviso il suo percorso di studioso. Con lo spirito che non lo aveva abbandonato nemmeno in quel momento aveva alleggerito il messaggio con una battuta, lui che di necrologi ne aveva scritti tanti: “questa volta non tocca a me farlo”. Con l’aggiunta di una faccina che ride! Questo era Lorenzo, nel suo modo di essere a tutto campo in cui la figura di tassonomista rigoroso e puntiglioso era un tutt’uno col gusto scanzonato aperto a tutte le visioni e a tutti i valori offerti dalla cultura, dall’amicizia, dalla convivialità. Così lo vogliamo ricordare, alternando ricordi personali, lontani e vicini, all’excursus a più mani sulla sua vita di naturalista e di amico.

I nostri ricordi
Lorenzo Bonometto
Sono passati più di cinquant’anni da quando ho conosciuto Lorenzo, all’Istituto per Geometri dove io ero giovane docente e lui studente all’ultimo anno; e in questi abbiamo attraversato assieme la nascita, la crescita e la storia della Società, che è stata anche la nostra storia personale, sempre legati da stima e amicizia. Lo ricordo con emozione e lo faccio partendo dalla fine, dalla lunga chiacchierata nel suo studio, la primavera del 2022, l’ultima volta che ci siamo visti. Stava preparando una lezione sulle diversità dei ditteri, da tenere al museo di Trieste ad un gruppo di studiosi di esobiologia (la vita al di fuori della Terra), come esempio degli incredibili adattamenti espressi dalle forme biologiche nel nostro pianeta. Come sempre abbiamo parlato di molte cose. Erano stati frequenti i nostri approfondimenti condivisi, soprattutto su temi evoluzionistici; e ricordo che gli avevo esposto, dato che era stato anche odonatologo, una contraddizione emersa in un’indagine genomica che non aveva riconosciuto come distinte due specie notissime di libellule, inconfondibili e certamente diverse. Per nulla stupito ha fatto una considerazione sul ruolo insostituibile della tassonomia, ribadendo quanto amava dire ai giovani: “Il tassonomista può condurre le proprie ricerche a prescindere dalle verifiche genetiche; il genetista avrà sempre bisogno del tassonomista a supporto delle analisi sistematiche”. Gli avevo anche espresso la mia amarezza per un passo indietro dell’associazione rispetto a un tema fondante. Per questo, quando ci siamo lasciati, mi ha fortemente invitato a non mollare; e me lo ha ribadito anche nel messaggio in cui mi informava della malattia, in cui mi ha raccomandato di tener duro e di mantenermi in buona salute richiamandomi alla comune responsabilità morale di Soci Fondatori. Eravamo in dodici; alcuni non ci sono più, e a loro va un caro ricordo; altri non sono più soci, o non sono più attivi nella vita societaria. In prima linea eravamo rimasti lui e io.
Marco Uliana
Ero a casa, la tarda mattina del 31 ottobre, quando il telefono mi annunciò una telefonata di Lorenzo. Posso immaginare che la mia voce, alla risposta, abbia tradito un po’ di svogliatezza. Infatti, avrei scommesso che la comunicazione riguardasse – come d’abitudine – un ennesimo disguido postale. Negli ultimi tempi Lorenzo ed io avevamo bisticciato spesso con i percorsi sempre più complicati necessari alla ricezione dei reperti che gli arrivavano in studio da mezzo mondo. L’anno prima avevamo affrontato l’odissea di un pacco partito da Tel Aviv in giugno, registrato dalla dogana italiana in luglio e misteriosamente scomparso dai tracciati fino a dicembre, quando avevamo ormai perso ogni speranza. Magari fosse stato un nuovo pasticcio postale. Quella volta, invece, Lorenzo mi cercava per informarmi che finalmente c’era una diagnosi a spiegare il malessere che lo tormentava da alcuni mesi. Così, mi mise improvvisamente al corrente di una situazione che non lasciava incertezze, né sulla malattia, né sui tempi ingenerosi del decorso atteso. Si premurò di mettere le cose bene in chiaro, non ci furono né allusioni, né sottintesi. Senza dubbio si può dire che la schiettezza fosse la cifra di Lorenzo.
Colto alla sprovvista, cercavo le parole, disarmato. Lorenzo tirò dritto e proseguì iniziando a snocciolare indicazioni operative. Indicazioni sulla sua collezione “che è di proprietà del Museo”, anzitutto. La sua preziosa collezione di ditteri fu formalmente donata al Museo nel 2004, prima della mia entrata in servizio, che sarebbe avvenuta tre anni dopo. Da allora (cioè, per me, da sempre) la precisazione che la sua collezione fosse già del Museo divenne per Lorenzo una locuzione inscindibile dalla citazione della stessa. Non mancava mai. Quando ne parlava, faceva tutt’uno col resto. “Marco, ho preparato il materiale da restituire al museo tal dei tali, ma ho trattenuto due paratipi che ho aggiunto alla miacollezionedidittericheèdelmuseo”. Per Lorenzo era motivo di orgoglio sapere che la sua raccolta – conservata ad libitum presso di lui secondo l’accordo di donazione – fosse già “nobilitata” dall’essere parte effettiva delle collezioni di quell’istituzione che lo accolse e incoraggiò i suoi primi passi di zoologo, e a cui rimase affezionato e affiliato per tutta la vita. Nel corso della telefonata mi mise anche a parte della sua decisione di donare al Museo la biblioteca scientifica e altri materiali entomologici. Mi informò, inoltre, del desiderio che scrivessi il suo necrologio. Richiesta che continuava a cavalcare l’incredibile limite fra il surreale e il doloroso lungo cui scorreva quella difficile conversazione.
Lorenzo era così. Metodico nel lavoro scientifico fino a essere quasi liturgico. Zelante abbastanza da farti pensare che, forse, un po’ ci provasse gusto a sfidare i limiti dell’umana sopportazione. Meticoloso fino a incaricare, appunto, le persone che avrebbero scritto un ricordo di lui. Fortunatamente, sorrido, non si spinse a darmi indicazioni sul contenuto (si trattenne, forse?), ma lo stesso – mentre scrivo queste righe – non riesco a ignorare un giocoso interrogativo: Lorenzo le approverebbe?
I momenti di quella conversazione mi tornano in mente lampanti, mentre si assiepano un po’ confusi i tanti ricordi raccolti per quindici anni nel corso delle sue visite settimanali in museo, regolari, il giovedì. Tranne i mesi caldi, naturalmente, quanto Lorenzo si ritirava in “estivazione” entrando in simbiosi con l’impianto dell’aria condizionata di casa sua, che proporgli di uscire sarebbe stato come chiedere a una patella di mollare lo scoglio.
Non ho memoria del nostro primo incontro ma ricordo che i primi tempi furono segnati da qualche tensione. Io ero appena arrivato in museo, senza esperienza (per noi veneti, “el bocia”), ma con in mano le collezioni, il laboratorio e pure lo scomodo incarico di disciplinare gli accessi di chi, come lui, frequentava e arricchiva quei luoghi e quei materiali da prima che io nascessi. Viste le premesse, naturale che l’inizio fosse in salita. La sintonia e la confidenza, però, non tardarono ad arrivare e con esse una lunga stagione di collaborazione i cui frutti tangibili tuttora mi circondano quotidianamente, nel laboratorio e nelle collezioni. Più di tutto, se non altro per la mole, penso all’aiuto indispensabile fornito (in qualità di “mente”, insieme ad altri amici affezionati del laboratorio di entomologia, il “braccio”), allo smistamento della monumentale miscellanea di ditteri che da decenni attendeva le attenzioni di uno specialista. Fu l’ultimo lavoro importante condotto insieme. Tanti altri, e per me più preziosi, sono i frutti intangibili della sua frequentazione, legati all’esperienza umana e alla crescita professionale che le tante chiacchierate con Lorenzo mi hanno regalato.
Di lui mi piace ricordare, e questo mi viene assai facile, lo spirito umoristico, l’ironia. Ci univa, temo, anche un certo gusto per lo humour nero e dissacrante, al quale indulgevamo ogni tanto. Lorenzo dispensava battute di spirito in maniera particolarmente efficace, accompagnando quelle uscite col suo manifesto aplomb e con la dissonante drammaticità che la sua voce profonda e la sua parlata lenta conferivano involontariamente alle boutade goliardiche. Irrinunciabili i commenti salaci a spese dei suoi soggetti prediletti di studio, i minuscoli ditteri psammofili del genere Tethina. “Ma guarda che bellezza queste tethine da spiaggia!”.
Di queste Tethina, sostanzialmente dei moscerini, indifferenti a quasi tutti gli altri abitanti della terra, Lorenzo ci ha lasciato in eredità la scoperta di 27 specie, su un totale di 74 oggi conosciute. Ventisette gocce che si perdono nel mare a sei o sette zeri della diversità biologica globale, ma allo stesso tempo risultati importanti quando rapportati all’opera di un singolo, frutti della passione e dell’impegno di una vita dedicata allo studio. Nella sua collezione (che è del Museo!), di queste 74 specie Lorenzo è riuscito a radunarne ben 63, provenienti da ogni angolo del pianeta, compresa una ricevuta in dedica da un collega, Tethina munarii.
A partire dal 1981 Lorenzo firmò la scoperta di oltre 80 nuove specie di ditteri. L’ultima, pubblicata il 25 luglio 2022, la trovò proprio in quel pacco peregrino che inseguimmo per mesi nei call center della dogana. Un’inedita, paziente caccia agli insetti con la cornetta invece che col retino, la nostra ultima avventura insieme. Anch’essa fruttuosa.
Pierpaolo Vienna
Con Lorenzo ho pubblicato nel 1976 uno studio sui Sepsidae delle Torbiere d’Iseo. Era per entrambi la prima pubblicazione sui Ditteri, seguita a breve da altri contributi sulla stessa famiglia. Per me era stata poco più che una parentesi, avendo poi privilegiato altre strade; per Lorenzo è stato l’avvio di un percorso straordinario che lo ha portato alla massima specializzazione in campo ditterologico.
È un ricordo che mi riporta a tempi lontani e che fa da contrappunto ai ricordi vicini, al Museo e anche nel suo studio, a Spinea. Era il suo “Sancta Sanctorum”, come recitava l’insegna sopra la porta, superata la quale ci si immergeva in un locale con libri ovunque, su scaffali, in pile, in contenitori, sopra il tavolo; e poi due microscopi (uno stereoscopico, l’altro biologico), due computer e anche un superlativo impianto stereofonico. Adorava infatti la grande musica, e possedeva un’invidiabile e qualificatissima collezione di dischi e di CD che custodiva con una cura pari a quella dedicata ai suoi ditteri. Tra i volumi della sua biblioteca una presenza imponente era dedicata all’evoluzionismo nelle visioni storica e attuale; tema di cui era assertore convinto, ferratissimo e sempre aggiornato. Sul tavolo di lavoro, 2 X 0,8 m., faceva immancabilmente la sua presenza una scatola aperta di ditteri in studio, assieme ai libri aperti e a pinzette, penne, lenti, spilli, colle; tutto in una disposizione precisa quanto il suo modo di essere, tanto che si accorgeva all’istante se un elemento veniva appena spostato. Negli ultimi tempi il suo Sancta Sanctorum era diventato quasi inagibile; costringeva a muoversi con attenzione ma tutto era per lui chiarissimo, e un posto per gli ospiti si trovava sempre. Qui accoglieva infatti amici e colleghi, non prima di averli sottoposti al giudizio sulla sua squisita bravura nell’arte culinaria, accompagnata da una pari competenza nella scelta dei vini; e in quelle riunioni gli approfondimenti scientifici ai massimi livelli si alternavano alle barzellette, meglio se un po’ piccanti, che erano state fino alla fine parte del suo spirito estroso e goliardico. Era una persona come poche; e non posso dimenticare la sua umanità. Durante la lunga malattia di mia moglie Marta erano frequentissime le sue accorate telefonate, il conforto di un vero Amico. E il destino beffardo ha riservato di lì a poco a lui la stessa sorte.
Lorenzo Munari, Socio Fondatore
Il legame di Lorenzo con la Società Veneziana di Scienze Naturali è iniziato prima ancora della nascita dell’associazione, nel fervore da cui questa ha preso corpo. Risale ai primi anni Settanta, quando già lanciatissimo operava nel gruppo dei malacologi che si era aggregato al Museo di Storia Naturale di Venezia attorno alla figura di Paolo Cesari, assieme a Luciano Braga, Ruggero Guidastri, Paolo Mel, Massimo Orlandini. Quell’esperienza era stata per lui, e non solo, il trampolino di lancio, e di questo è stato sempre riconoscente a Cesari, suo “maestro e mentore”, fondatore e a lungo Presidente. Nel ’74, poco più che ventenne, aveva pubblicato uno studio monografico sulle teredini del Mediterraneo (i bivalvi vermiformi che minano il legno in ambiente marino sommerso): il suo primo cavallo di battaglia, stimolato dall’anziano prof. Roch, studioso mondiale di teredini, che aveva il laboratorio in una torretta del Museo e che gli aveva voluto lasciare la collezione proiettandolo subito in una visione planetaria delle scienze naturali. E Lorenzo, nel 1975, aveva ricordato il professore nel notiziario dell’Unione Malacologica Italiana. Era l’anno di nascita della nostra associazione.

In quello stesso anno il gruppo dei malacologi aveva allestito la prestigiosa sala di malacologia al Museo, sotto la guida di Paolo Cesari da cui Lorenzo aveva acquisito il rigore scientifico, la caparbietà e al tempo stesso il gusto di spaziare in tutti i campi. E così, anche dopo essere diventato uno specialista mondiale di ditteri, amava approfondire le conoscenze su tutto e su tutto andava alla fonte, sempre nei binari di un razionalismo che era pari al suo amore per la scienza; senza però distrarsi dalla massima dedizione ai suoi studi specialistici, sorretto da grande abilità tecnica nelle dissezioni dei reperti: aspetto spesso sottovalutato ma, come ben sanno gli addetti, di importanza primaria.
Il gusto di spaziare rappresentava il suo modo di essere in campi diversissimi, con spiccato interesse per la storia del pensiero evoluzionistico (non a caso ha voluto dedicare la specie Masoniella darwini, raccolta in una delle località in cui attraccò il Beagle nel corso del celebre viaggio, a Darwin, “to honour the memory of the great Bristish naturalist”) e con uno spazio rivolto alla paleoantropologia nel quale spiccano qualificatissime opere divulgative, corredate da eccellenti disegni di sua mano, nella rivista Natura e Montagna. Ma la curiosità associata al rigore e al gusto per le cose lo portava ad approfondire tutto, fino alla gastronomia e all’enologia, con particolare amore per la musica di cui era cultore con la stessa passione che dedicava alle scienze. Nel ricordo di Laura Cesari, Socio Onorario cui la Società è sempre stata riconoscente, aveva voluto rievocare con affetto le serate passate con lei e il marito Paolo, per i quali la musica era la professione (lei docente, lui baritono), “entusiasticamente immerso in interminabili discussioni… dove si fondevano riflessioni scientifiche e musica lirica.”
Il rigore induce all’intransigenza. Questa lo portava a non accettare le approssimazioni e le scorciatoie di comodo, a costo anche di divergenze e screzi; ma ciò non lo ha mai frenato nei rapporti e nell’impegno per la Società, per la quale è stato un elemento portante fin dall’origine. Direttamente, quale fondatore, consigliere, studioso, animatore, conduttore di conferenze e corsi, autore di pubblicazioni (ben sessantatré nella rivista Lavori); dietro le quinte, nel supporto sempre dato all’amatissima moglie Anna Confente, per decenni segretaria e pilastro del sodalizio.
La proiezione mondiale dei suoi studi tassonomici lo vedeva collaboratore con le massime istituzioni internazionali. Basti ricordare l’appartenenza a prestigiose associazioni londinesi e i rapporti con lo Smithsonian Institute di Washington, che lo avevano portato a pubblicare studi sui ditteri di ogni parte del mondo, dalle sabbie della penisola araba alle coste degli arcipelaghi circumpolari antartici. Tutto questo mentre manteneva saldo l’impegno locale, espresso tra l’altro nell’organizzazione al Museo, nel 2000, di un prestigioso meeting veneto di ditterologia sistematica, nell’organizzazione di corsi introduttivi agli studi e alle pratiche entomologiche, nelle conferenze sempre brillanti – alleggerite spesso dagli spunti ironici e dissacranti che erano parte di lui – e nel riordino, assieme a Pierpaolo Vienna e Gianfranco Salvato, dei ditteri del Museo accumulati in settant’anni di raccolte a partire dall’impressionante mole lasciata dall’allora direttore del Museo Antonio Giordani Soika.
L’importanza dei reperti conservati, e la ricchezza in olotipi e paratipi, lo avevano indotto a donare in vita la sua collezione al Museo di Storia Naturale di Venezia, mantenendola in studio presso di sé nel laboratorio organizzatissimo dove, diceva scherzosamente, avrebbe voluto rimanere anche dopo la fine.
Nonostante la sua esuberanza ha conosciuto fragilità e pagine dolorose. Un caro ricordo va alla sua prima moglie Anna Maria Fadda, anche lei Socio Fondatore, con cui aveva condiviso le ricerche malacologiche giovanili e il nascente impegno educativo fino alla tragica scomparsa. Con lei aveva imboccato la strada dell’entomologia in una breve parentesi dedicata alle libellule, prima di intraprendere gli studi ditterologici indotto da un’altra grande figura della nostra associazione, Silvano Canzoneri, formatosi come coleotterologo – specialista in Tenebrionidae – ma passato ai ditteri su stimolo dell’allora direttore del Museo prof. Giordani Soika. Canzoneri rappresentava la certezza di trovare al Museo, nelle mattine delle domeniche, un gruppo di amici entomologi con cui scambiare idee e esperienze, che si concludevano sempre con un’“ombra” e una partita a carte; e in quel cenacolo si era consolidata una generazione di giovani naturalisti, molti dei quali hanno seguito le orme di Silvano abbracciando gli studi ditterologici. In un clima mutato Lorenzo ha rappresentato la continuità come maestro, esempio e guida. L’auspicio è che tra i suoi discepoli crescano dei nuovi maestri, anche se l’epoca dei “naturalisti per passione” che avevano nel Museo la loro casa è ormai lontana.
Per passione. Ci piace ricordare che Lorenzo era impiegato postale, come Canzoneri era maestro elementare e Cesari cantante lirico. Il Socio Onorario Sandro Minelli ha voluto dedicare nella nostra rivista un breve saggio all’importanza dei naturalisti non professionisti, gli “amateurs”, nella descrizione e nel riconoscimento della biodiversità, evidenziando tra l’altro come la maggior parte dei ditteri sia conosciuta grazie all’opera di studiosi non provenienti dalla ricerca istituzionale; e come esempio luminoso ha citato con riconoscenza proprio Lorenzo 1. Una riconoscenza che tutti condividiamo.
Chi lo ha conosciuto negli ultimi lustri lo ricorda con una voce roca e flebile, conseguenza di una grave malattia che aveva costretto all’asportazione di una corda vocale; è bello, per i meno giovani, ricordarlo con la voce stentorea e prorompente che era parte della sua esuberanza. Era questo il suo cruccio negli ultimi anni, la fatica a parlare nei dibattiti e nelle conferenze, cui comunque non rinunciava, e l’impossibilità di dare enfasi vocale a quanto diceva. Suppliva con l’ironia, mai astiosa, nei confronti anche di sé stesso e dei ditteri, le “stupide mosche” come amava chiamarle facendo il verso alla visione comune che le considera solo elementi di fastidio. E una stupida mosca lo ha accompagnato fino alla fine, il modellino in bronzo che il figlio Emiliano ha posato sulla sua bara il giorno dell’ultimo saluto.
Il percorso scientifico e le opere
Nel corso di oltre cinquant’anni di attività scientifica (1972-2022) Lorenzo Munari si è interessato dei molluschi marini del Mediterraneo, specialmente della Laguna di Venezia e dell’Adriatico settentrionale (1972-1976), di xilofagi marini, e in particolare di tassonomia delle teredini su scala mondiale (1973-1979), di odonati del Veneto (1976-1977) e di vespidi italiani (1976-1979). Dal 1976 ha iniziato a occuparsi di ditteri, pubblicando lavori su numerosi gruppi di Brachycera e infine specializzandosi sulle famiglie Sphaeroceridae e Canacidae, in particolare Canacidae Tethiniinae, delle quali fu stimato specialista a livello mondiale. Ha pubblicato 169 lavori (uno dei quali ancora in corso stampa), principalmente di tassonomia, ma senza rinunciare alla divulgazione. La collocazione delle sue opere spazia dalle riviste di associazioni e musei (questa rivista ne ha ospitati ben 63) a quelle internazionali, dove pubblicò soprattutto nell’ultimo periodo della sua carriera. Durante la sua attività di tassonomo descrisse 97 nuovi taxa, 92 dei quali appartenenti ai ditteri. L’elenco include una sottofamiglia, cinque generi e due sottogeneri. Di questi nomi, 89 sono tutt’ora validi.
Collaboratore del Museo di Storia Naturale di Venezia fin dagli esordi, Lorenzo ha avuto una ricca attività associazionistica. Era socio della Società Veneziana di Scienze Naturali (che contribuì a fondare, dal 1975) e della Società Entomologica Italiana (dal 1977), nonché fellow della Linnean Society e della Royal Entomological Society di Londra. In precedenza fu socio di: Unione Malacologica Italiana, Società Italiana di Malacologia, Società Italiana di Scienze Naturali, Società Italiana di Biogeografia, Società di scienze naturali del Trentino, Unione Bolognese Naturalisti, e membro a vita della Society for the Management of Electronic Biodiversity Data, ora sciolta.
Secondo il catalogo compilato da lui stesso, la sua collezione specialistica di ditteri conta 6109 esemplari appartenenti a 550 specie e include 329 paratipi appartenenti a 82 specie.
Seguono l’elenco delle pubblicazioni, delle specie descritte e dei patronimi, basati sulla compilazione da lui prodotta.
Elenco delle pubblicazioni
- Munari L. (1974) – Discorso sulla variabilità della specie, conseguente al ritrovamento di un esemplare teratologico di Hinia reticulata mamillata (Risso). Conchiglie, 10 (1-2): 49-54.
- Munari L., Guidastri R. (1974) – I Trochidae della Laguna di Venezia (sistematica, ecologia e distribuzione) (Mollusca, Gastropoda). Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 25: 153-175, Pl. 1-6.
- Munari L. (1974) – Contributo alla conoscenza dei Teredinidae nel Mediterraneo. Conchiglie, 10 (3-4): 71-84.
- Munari L. (1975) – Appunti su due biocenosi intertidali in una spiaggia marina a sud della foce dell’Adige. Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 27: 143-147.
- Munari L. (1975) – Un nuovo Lyrodus proveniente dall’arcipelago delle Filippine. (Bivalvia, Teredinidae). III Contributo allo studio dei Teredinidae. Conchiglie, 11 (7-8): 177-180.
- Munari L. (1975) – Nota preliminare su alcuni fattori ecologici e microevolutivi in molluschi intertidali della Laguna di Venezia. Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 27: 165-174.
- Munari L. (1975) – Felix Roch (1901-1975). Conchiglie, 11 (9-10): 224.
- Munari L. (1976) – Problemi tassonomici e polimorfismo delle parti calcaree nel genere Nausitora Wright 1864 (Bivalvia, Teredinidae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 1: 20-27.
- Munari L. (1976) – Variazione tassonomica per omonimia (Bivalvia, Teredinidae). Conchiglie, 12 (11-12): 273.
- Munari L. (1976) – Considerazioni tassonomiche e biogeografiche inerenti a Bankia bipennata (Turton, 1819) e Bankia campanellata Moll e Roch, 1931 e descrizione di una nuova specie hawaiana (Bivalvia, Teredinidae). Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 28: 57-68.
- Munari L., Vienna P. (1976) – Ricerche nelle torbiere d’Iseo (Brescia). III. I Sepsidae della torbiera d’Iseo (Diptera, Brachycera). “Natura Bresciana”, Annali del Museo Civico di Storia Naturale di Brescia, 13: 43-46.
- Munari L. (1977) – Sul genere Lyrodus Gould, 1870. (Bivalvia, Teredinidae). V Contributo allo studio dei Teredinidae. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 2: 3-14.
- Munari L. (1977) – On the genus Lyrodus Gould, 1870. 5th Contribution to the study of Teredinidae (Bivalvia). Atti della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo civico di storia naturale di Milano, 118 (2): 235-236.
- Munari L. (1977) – I Molluschi Gasteropodi. Schede. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, Suppl., fasc. I, 2: 23-27.
- Munari L. (1978) – Appunti critici sui Pholadacea del Mediterraneo (Mollusca, Bivalvia). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 3: 8-18.
- Munari L. (1979) – Una nuova Bankia indo-pacifica (Bivalvia, Teredinidae). VII Contributo allo studio dei Teredinidae. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 4: 3-5.
- Munari L., Vienna P. (1979) – I Sepsidae conservati nelle collezioni del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia (Diptera, Brachycera). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 4: 25-36.
- Munari L., Vienna P. (1979) – Sepsis fissa Becker: nuovi dati biometrici e corologici. (Insecta, Diptera, Sepsidae). Il Naturalista Siciliano, S.IV, 3 (1-2): 23-26.
- Munari L., Vienna P. (1979) – Notulae Sepsidologicae IV. I Sepsidae delle Collezioni Della Beffa e Zangheri conservati nel Museo Civico di Storia Naturale di Verona (Diptera, Brachycera). Bollettino del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 6: 630-633.
- Munari L. (1981) – Sul genere Pseudorhicnoessa Malloch, 1914 (Diptera, Tethinidae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 6: 91-96.
- Munari L. (1981) – Tre nuove Tethina Haliday raccolte dal Prof. A. Giordani Soika in Asia Minore e Senegal (Diptera, Tethinidae). Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia 31: 139-144.
- Munari L., Vienna P. (1982) – Le Sepsis italiane del gruppo “punctum” (Diptera, Sepsidae). Notulae Sepsidologicae V. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 7: 7-16.
- Munari L. (1982) – Una nuova Dicranosepsis Duda della Sierra Leone (Diptera, Sepsidae). Notulae Sepsidologicae VI. In: Ricerche biologiche in Sierra Leone. Problemi attuali di Scienza e di Cultura. Sezione:Missioni ed Esplorazioni – VIII. Quaderni, 255: 47-51.
- Munari L. (1983) – Lo studio degli Sciomyzidae (Diptera, Cyclorrhapha) per la lotta biologica ai molluschi vettori degli elminti parassiti, agenti eziologici delle bilharziosi e distomatosi umane e del bestiame. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 8: 9-30.
- Munari L. (1983) – La Maremma Grossetana. Natura e Montagna, 30 (4): 5-14.
- Munari L. (1984) – Alcuni metodi di preparazione microscopica di tegumenti, per lo studio morfologico dei ditteri brachiceri e ciclorrafi. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 9 (1): 119-127.
- Munari L. (1984) – Nuovi dati corologici su alcune specie di Phaeomyiidae, Sciomyzidae e Sepsidae interessanti l’Italia (Diptera, Cyclorrhapha). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 9 (1): 43-50.
- Canzoneri S., Munari L. (1984) – Alcune considerazioni sul popolamento ditterologico delle sorgenti termali calde dei Colli Euganei (Veneto). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 9 (1): 5-9.
- Munari L. (1984) – Gli anelli “mancanti”. Natura e Montagna, 31 (1): 43-54.
- Munari L. (1985) – Considerazioni zoogeografiche sui Sepsidae europei con particolare riguardo alle specie italiane (Diptera, Cyclorrhapha). Notulae Sepsidologicae VIII. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 10: 43-50.
- Munari L. (1985) – Una nuova specie di Sepsis del gruppo “punctum” (Diptera, Sepsidae). Notulae Sepsidologicae IX. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 10: 51-57.
- Munari L. (1985) – Alle origini dell’uomo. Natura e Montagna, 32 (2-3): 3-19.
- Munari L. (1986) – Naturalisti, sistematica ed evoluzione. Natura e Montagna, 33 (1): 9-16.
- Munari L. (1986) – Nuovi dati sulle Pherbellia italiane (Diptera, Sciomyzidae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 11: 35-40.
- Munari L. (1986) – Ricerche ditterologiche nella palude relitta di Onara (Veneto). II. Sciomyzidae, Sepsidae (Diptera, Cyclorrhapha). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 11: 61-63.
- Munari L. (1986) – Contributo alla conoscenza dei Tethinidae afrotropicali. II. Considerazioni tassonomiche sulla sottofamiglia Horaismopterinae Sabr. e descrizione di un genere e due specie nuove (Diptera, Tethinidae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 11: 41-52.
- Munari L. (1987) – Studi sulla ditterofauna della Lessinia (Veneto). I. Sulla presenza in Italia di Hilara interstincta Fall. (Diptera, Empididae) con alcune osservazioni preliminari sul suo habitat e sulla sua ecologia. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 12: 65-69.
- Munari L. (1987) – Ricerche ditterologiche alle sorgenti del fiume Sile (Veneto). I. Introduzione, Sciomyzidae e Sepsidae (Diptera, Cyclorrhapha). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 12: 35-38.
- Munari L. (1987) – Il genere Sepedon Latreille in Italia (Diptera, Sciomyzidae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 12: 57-60.
- Munari L. (1987) – Studi sulla ditterofauna della Lessinia (Veneto). II. I Sepsidae della Lessinia centrale: osservazioni faunistiche ed ecologiche. Notulae Sepsidologicae XI. (Diptera, Cyclorrhapha). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 12: 71-86.
- Rampini L, Munari L. (1987) – Due nuovi Aphrosylus Walk. afrotropicali (Diptera, Dolichopodidae). Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 37: 99-106.
- Munari L. (1987) – Prime ricerche sui ditteri coprofili e dei biotopi umidi della Lessinia. Studi sulla ditterofauna della Lessinia (Veneto). III. La Lessinia – ieri, oggi, domani. Quaderno culturale 1987 (1-2): 37-46.
- Munari L. (1988) – Il genere Homalometopus Becker: considerazioni e ipotesi sulla sua biogeografia e filogenesi, con descrizione di una nuova specie della Sardegna (Diptera, Ephydridae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 13: 5-16.
- Munari L. (1988) – Studi sulla ditterofauna della Lessinia (Veneto). IV. Primi dati sugli Sphaeroceridae (Diptera, Cyclorrhapha). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 13: 55-64.
- Munari L. (1988) – Contributo alla conoscenza dei Tethinidae afrotropicali. III. I Tethinidae dell’arcipelago delle Seychelles. (Diptera, Cyclorrhapha). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 13: 41-53.
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- Munari L. (1988) – Contributo alla conoscenza delle Spelobia Spuler, 1924 e Kimosina Roháček, 1983 di Sicilia e Sardegna, con descrizione di una nuova specie (Diptera, Sphaeroceridae). Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 38: 59-72.
- Munari L. (1988) – I ditteri Sciomyzidae, un esempio di radiazione adattativa. Natura e Montagna, 35 (3): 35-40.
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- Munari L. (2015) – Additional distributional records for the family Canacidae (Diptera: Brachycera: Acalyptratae). Bollettino del Museo di Storia naturale di Venezia, 66: 27-53.
- Munari L. (2015) – Is the diversity of the Beach Flies adequately known? Some reflections on the state of the art of current knowledge (Diptera: Canacidae). Bollettino della Società entomologica Italiana, 147(3): 99-111.
- Munari L. (2016) – The Canacidae of the Arabian Peninsula (Diptera: Brachycera: Carnoidea). Zootaxa, 4092 (4): 489–517.
- Munari L. (2017) – Nannodastiidae and Coelopidae: two families of acalyptrate flies new to Italy, with description of a new species of Azorastia Frey (Nannodastiidae) (Diptera: Brachycera). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 42: 15-20.
- Munari L. (2017) – First records of Cercagnota collini (Czerny, 1928) from peninsular Italy (Diptera: Anthomyzidae). Short note. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 42: 125-126.
- Munari L., Caniglia G. (2017) – Giulio Scarpa (Venezia 30.11.1928 – Mestre 23.04.2016). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 42: 143-144.
- Munari L. (2017) – Luciano Braga (Venezia 18.6.1932 – Mestre 7.1.2017). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 42: 145.
- Munari L. (2018) – New records of beach flies from Singapore with description of a peculiar new species of Dasyrhicnoessa Hendel 1934 belonging to a new speciesgroup (Diptera: Canacidae: Tethininae). Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia, 69: 19-26.
- Munari L. (2018) – A new highly derived genus of surf fly from Singapore (Diptera: Canacidae: Canacinae). Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia, 69: 13-18.
- Munari L., Bramuzzo S. (2018) – A catalogue of the Canacidae housed in the Diptera collection of the Natural History Museum of Venice (Italy) (Diptera, Brachycera, Carnoidea). Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia, 69: 27- 42.
- Munari L. (2020) – Malacomyia sciomyzina (Haliday, 1833) newly recorded from a Venetian fine-sand beach (Diptera: Coelopidae). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 45: 135 – 136.
- Munari L. (ed.) (2020) – Natura a Venezia. Parte seconda. Fauna terrestre e acquatica della città di Venezia. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 45 (supplemento): 1-110.
- Munari L., Bramuzzo S. (2020) – Piccola fauna “domestica” a Venezia. In: Munari L. (ed.): Natura a Venezia. Parte seconda. Fauna terrestre e acquatica della città di Venezia. Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 45 (supplemento): 9 – 41.
- Munari L., Bramuzzo S. (2020) – The beach flies of the Mascarene Islands (Diptera: Canacidae: Tethininae). Zootaxa, 4853(2): 183-198.
- Kirk-Spriggs A.H., McGregor G.K., Munari L. (2021) – The surf flies of the Mascarene Islands (Diptera: Canacidae: Canacinae), with the description of a new species. Zootaxa, 4990(3): 563-570.
- Munari L., Mathis W.N. (2021) – 94. Canacidae (Beach Flies, Surf Flies and Surge Flies), pp. 2003-2014. In: Kirk-Spriggs A. & Sinclair B.J. (eds.), Manual of Afrotropical Diptera, Volume 3. Suricata 8, SANBI Publications, Pretoria, pp. XV + 1365-2379.
- Munari L. (2021) – Insecta Diptera Canacidae, Coelopidae, Helcomyzidae, Nannodastiidae, Sepsidae. In: Bologna M.A., Zapparoli M., Oliverio M., Minelli A., Bonato L., Cianferoni F., Stoch F. (eds.), Checklist of the Italian Fauna. Version 1.0. Last update: 2021-05-31.
- Munari L. (2021) – Insecta Diptera Sphaeroceridae. In: Bologna M.A., Zapparoli M., Oliverio M., Minelli A., Bonato L., Cianferoni F., Stoch F. (eds.), Checklist of the Italian Fauna. Version 1.0. Last update: 2021-05-31.
- Munari L. (2022) – Mirto Etonti (Venezia 28.9.1930 – El Ejido, Almeria 23.10.2021). Lavori – Società Veneziana di Scienze Naturali, 47: 125.
- Kettani K., Ebejer M.J., Ackland D.M., Bächli G., Barraclough D., Barták M., Carles-Tolrá M., Černý M., Cerretti P., Chandler P., Dakki M., Daugeron C., De Jong H., Dils J., Disney H., Droz B., Evenhuis N., Gatt P., Graciolli G., Grichanov I.Y., Haenni J-P., Hauser M., Himmi O., MacGowan I., Mathieu B., Mouna M., Munari L., Nartshuk E.P., Negrobov O.P., Oosterbroek P., Pape T., Pont A.C., Popov G.V., Rognes K., Skuhravá M., Skuhravý V., Speight M., Tomasovic G., Trari B., Tschorsnig H.-P., Vala J-C., von Tschirnhaus M., Wagner R., Whitmore D., Woźnica A.J., Zatwarnicki T., Zwick P. (2022) – Catalogue of the Diptera (Insecta) of Morocco – an annotated checklist, with distributions and a bibliography. ZooKeys, 1094: 1-466.
- Munari L. (2022) – A new species of Procanace Hendel from the Philippines (Diptera: Canacidae: Canacinae) Zootaxa 5168 (4): 479–484.
- Munari L., Mathis W.N. (in stampa) – 115. Canacidae (Beach Flies, Surf Flies and Surge Flies) In: M. Couri et al. (eds.), Manual of South American Diptera, 2.
Elenco dei taxa descritti
INSECTA: DIPTERA
CANACIDAE
Sottofamiglie: Apetaeninae Mathis & Munari, 1996
Generi: Afrotethina Munari, 1986; Allocanace Munari, 2018; Plesiotethina Munari, 2000; Sigaloethina Munari, 2004; Thitena Munari, 2004.
Specie:
- Afrotethina aemiliani Munari, 1986
- Afrotethina brevicostata Munari, 1990
- Afrotethina femoralis (Munari, 1981)
- Afrotethina kaplanae Munari, 1994
- Afrotethina martinezi Munari, 2005
- Afrotethina persimilis Munari, 1991
- Afrotethina stuckenbergi Munari, 1990
- Allocanace gibba Munari, 2018
- Apetaenus enderleini Munari, 2007 [nomen novum per Listriomastax litorea Enderlein, 1909]
- Apetaenus litoralis ssp. marionensis Munari, 2008
- Canace ophiusae Munari & Almeida, 2014
- Dasyrhicnoessa adelpha Munari, 2005
- Dasyrhicnoessa aquila Munari, 2002
- Dasyrhicnoessa atripes Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa bicolor Munari, 2002
- Dasyrhicnoessa celata Munari, 2010
- Dasyrhicnoessa ciliata Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa clandestina Munari, 2002
- Dasyrhicnoessa dolichopoda Munari, 2014
- Dasyrhicnoessa freidbergi Munari, 1994 [sinonimo di Dasyrhicnoessa insularis (Aldrich, 1931)]
- Dasyrhicnoessa humilis Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa longisetosa Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa macalpinei Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa malayana Munari, 2014
- Dasyrhicnoessa mathisi Munari, 2002
- Dasyrhicnoessa occidentalis Munari, 1986 [sinonimo di Dasyrhicnoessa vockerothi Hardy & Delfinado, 1980]
- Dasyrhicnoessa ostentatrix Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa pallida Munari, 2004
- Dasyrhicnoessa paradoxa Munari, 2014
- Dasyrhicnoessa paraplatypes Munari, 2018
- Dasyrhicnoessa priapus Munari, 2004
- Isocanace mauritiana Munari, 2021
- Masoniella darwini Munari, 2010
- Nocticanace affinis Munari, 2008
- Nocticanace kraussi Munari, 2010
- Pelomyia avittata Munari, 2013
- Pelomyia fuegina Munari, 2010
- Plesiotethina australis Munari, 2000
- Procanace amnoni Munari, 2022
- Pseudorhicnoessa longicerca Munari, 2014
- Pseudorhicnoessa rattii Munari, 1981
- Sigaloethina endiomena Munari, 2005
- Sigaloethina phaia Munari, 2004
- Suffomyia dancei Munari, 2008
- Tethina amphitrite Munari & Báez, 2000
- Tethina callosirostris Munari, 2008
- Tethina canzonerii Munari, 1981 [sinonimo di Tethina pallipes (Loew, 1865)]
- Tethina carolae Munari & Stuke, 2011
- Tethina dunae Munari, 2007
- Tethina gatti Munari & Ebejer, 2001
- Tethina hirsuta Munari, 2000
- Tethina histrica Munari, 2009
- Tethina inopinata Munari & Canzoneri, 1992
- Tethina karatasensis Munari, 1981
- Tethina litocola Munari & Ebejer, 2001
- Tethina longilabella Munari, 2007
- Tethina lusitanica Munari, Almeida & Andrade, 2009
- Tethina mariae Munari, 1997
- Tethina melitensis Munari & Ebejer, 2001
- Tethina merzi Munari, 1999
- Tethina mima Munari, 1996
- Tethina minoia Munari, 1999
- Tethina omanensis Munari, 2007
- Tethina pleuralis Munari, 2010
- Tethina soikai Munari, 1981
- Tethina spinigera Munari, 2008
- Tethina stobaeana Munari, 1996
- Tethina stukei Munari, 2010
- Tethina tethys Munari & Báez, 2000
- Tethina tschirnhausi Munari, 1999
- Tethina yemenensis Munari, 2007
- Thitena cadaverina Munari, 2004
- Xanthocanace hamifer Munari, 2008
DOLICHOPODIDAE
- Aphrosylus gioiellae Rampini & Munari, 1987
- Aphrosylus giordanii Rampini & Munari, 1987
EPHYDRIDAE
- Homalometopus ichnusae Munari, 1988
- Psilopa confenteae Canzoneri & Munari, 1991 [originariamente Psilopa confentei, sinonimo di Leptopsilopa pollinosa (Kertész, 1901)]
NANNODASTIIDAE
- Azorastia ralloi Munari, 2017
SEPSIDAE
- Brachythoracosepsis rossii (Munari, 1982)
- Diploosmeteriosepsis pilifemur (Munari, 1994)
- Sepsis helvetica Munari, 1985 [sinonimo discutibile di Sepsis luteipes Melander & Spuler, 1917]
- Toxopoda soror (Munari, 1994)
SPHAEROCERIDAE
- Phthitia sicana (Munari, 1988)
- Phthitia soikai (Munari, 1990)
- Rachispoda mycophora (Munari, 1995)
- Rachispoda ochrocephala (Munari, 1989)
- Thoracochaeta mediterranea Munari, 1989
MOLLUSCA: BIVALVIA: TEREDINIDAE
Sottogeneri:
- Cesariana Munari, 1977 [proposto come sottogenere e ora sinonimo di Lyrodus Gould, 1870]
- Rochia Munari, 1975 [proposto come sottogenere e ora sinonimo di Lyrodus Gould, 1870; nomen praeoccupatum: Rochia Gray, 1857 (Gastropoda, Trochidae)]
- Rochiana Munari, 1976 [nomen novum per Rochia Munari, 1975, nec Gray, 1857; nomen praeoccupatum da Rochiana Servain, 1881 (Gastropoda, Lymnaeidae)]
Specie:
- Bankia (Bankiella) annamariae Munari, 1976 [sinonimo di Bankia (s.str.) bipalmulata (Lamarck, 1801)]
- Bankia (Neobankia) insularis Munari, 1979
- Lyrodus auresleporis Munari, 1975
Patronimi
FUNGI
- Stigmatomyces munarii Rossi & Weir, 2007 [Laboulbeniaceae]
INSECTA: DIPTERA
- Drapetis munarii Raffone, 2013 [Hybotidae]
- Hyadina munarii Mathis & Zatwarnicki, 2003 [Ephydridae]
- Tethina munarii Carles-Tolrá, 1993 [Canacidae]
