Riassunto
Lo sciacallo dorato rappresenta una specie di grande interesse gestionale e conservazionistico in relazione alla sua recente espansione in aree mai occupate, quali l’Italia ed altri paesi dell’Europa centrale e occidentale, del Nord Europa e del Mar Baltico. La colonizzazione dell’Italia, a partire da fine anni ’80, ha interessato il Veneto fin dall’inizio. La presente ricerca ha avuto l’obiettivo di verificare la presenza di nuclei riproduttivi nelle zone della bassa pianura veneta prossime al mare Adriatico; grazie al monitoraggio fotografico e alla stimolazione acustica è stata accertata la presenza di due nuclei riproduttivi nella provincia di Venezia, confermando il processo di colonizzazione in atto nelle aree lagunari e planiziali del Veneto.
Abstract
Report of two reproductive events of Golden Jackal (Canis aureus, Linnaeus, 1758) in the province of Venice
The Golden Jackal is an interesting species for the management and conservation in relation to its recent expansion into unoccupied areas, such as Italy and other Central and Western European countries, Northern Europe, and the Baltic Sea areas. The colonization of Italy, since the late 1980s, has affected the Veneto from the beginning. This research confirmed the presence of two reproductive nuclei with the phototrapping and acoustic stimulation in the areas of the low Venetian plain close to the Adriatic Sea in the province of Venice. In the future, new research will be carried on.
Introduzione
Lo sciacallo dorato (Canis aureus, Linnaeus 1758) è un canide di medie dimensioni giunto in Europa dal Caucaso circa 8.000 anni fa (SpaSSoV et al. 2019), legato ad habitat di pianura fittamente ricoperti da arbusti e ad ambienti umidi estesi, che sfrutta gli alvei dei fiumi per penetrare nelle catene montuose, evitando così i boschi montani, e per frequentare le foreste golenali (lapini, 2003).
È un predatore generalista, con una dieta onnivora, la cui adattabilità gli consente di occupare un’ampia varietà di habitat e di utilizzare diverse risorse alimentari (Sillero et al. 2004), anche in prossimità di insediamenti umani. Queste capacità hanno favorito la sua espansione in Europa negli ultimi decenni (Frangini et al. 2022a), insieme ad altri fattori, quali la deforestazione, il cambiamento climati-co, il riscaldamento globale, l’aumento di risorse alimentari di origine antropica (SpaSSoV et al. 2019, giannatoS et al. 2018) e, non per ultimo, la riduzione e/o l’assenza del lupo, suo antagonista (trouWBorSt et al. 2015, kroFel et al. 2017). Una crescente minaccia per la sua conservazione, e di limitazione del possibile processo di colonizzazione della Pianura Padana, è rappresentato dagli investi-menti stradali, come osservato in Friuli Venezia Giulia, molto probabilmente come conseguenza della crescita della popolazione e dell’espansione dell’areale
(Frangini et al. 2022a), da attività di bracconaggio e dall’utilizzo di esche avve-lenate (Bregoli et al. 2021).
Lo sciacallo dorato è considerato una specie particolarmente protetta dalla Legge Nazionale 157/1992, in uno stato di minima preoccupazione dalla Lista Rossa Italiana e da quella globale (rondinini et al. 2022, iunc, 2023), nella Direttiva Habitat è incluso nell’Allegato V ed il IV Report ex art. 17 italiano (periodo 2013-2018) giudica il suo stato di conservazione e trend favorevole (FV).
In Italia la sua presenza è stata confermata dalla fine degli anni ‘80 (lapini et al. 1989), con una consistenza molto variabile, soggetta a fluttuazioni dovute prin-cipalmente alla dispersione di individui provenienti dalla Slovenia (SpagneSi et al. 2002): dai Balcani si è diffuso nel Triveneto per poi raggiungere Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna negli ultimi cinque anni (gemmato et al. 2017), solo recentemente Toscana (Bacci et al. 2022), Lazio (ForteBraccio et al. 2022) e Marche (di FranceSco et al. 2023). In Veneto la specie è presente con nuclei riproduttivi nelle Alpi e Prealpi bellunesi, in provincia di Treviso e Verona, a questi gruppi si aggiungono avvistamenti, o ritrovamenti, di singoli individui e coppie, anche nella provincia di Venezia (lapini et al. 2021a). Le continue verifiche bio-acustiche e le attività di fototrappolaggio consentono di stimare a livello italiano dai 196 ai 250 esemplari suddivisi in 37-47 gruppi riproduttivi (lapini, 2022) con una tendenza all’incremento numerico e di occupazione degli areali.
Lo scopo di questa ricerca è aggiornare le conoscenze sulla sua distribuzione, vista la capacità dispersiva che contraddistingue questa specie e la continua colonizzazione di nuovi territori, e sulla presenza di nuclei riproduttivi nella provincia di Venezia.
Materiali e metodi
Due differenti aree della provincia di Venezia, il bosco Bandiziol-Prasaccon a San Stino di Livenza e la Val Grande di Chioggia, sono state oggetto di un piano di monitoraggio fotografico ed acustico, integrato con la ricerca di tracce e la raccolta di campioni biologici attraverso il monitoraggio di percorsi campione, al fine di individuare la presenza dello sciacallo, in aree considerate potenziali per la presenza di coppie e branchi a seguito di avvistamenti opportunistici.
– Area 1: Bosco Bandiziol-Prasaccon, San Stino di Livenza (45.755315, 12.696415)
Il bosco Bandiziol-Prasaccon, ricreato a metà anni ’90 con lo scopo di recupe-rare e valorizzare l’ambiente, è un Querco-Carpineto planiziale di 121 ettari, inserito in un contesto agricolo-urbano circondato da terreni coltivati, edifici residenziali, rete autostradale e ferroviaria. È stato monitorato da maggio a dicembre 2022 con l’obiettivo di accertare la presenza di una coppia di scia-calli dorati avvistata a maggio e giugno 2022 nei pressi del margine boschivo. L’indagine, treViSan m (2022), ha previsto la suddivisione dell’area di studio in quadranti da 3,3×3,3 Km (comazzi et al. 2016) (metodo di suddivisione sovrapponibile con la scala europea ETRS89-LAEA) per favorire l’omogenea distribuzione dello sforzo di campionamento (kaczenSkY et al. 2013). Le tecni-che di monitoraggio adottate sono state: il fototrappolaggio, per cui sono state impiegate due fototrappole, una per quadrante, per 219 giorni complessivi, inizialmente installate nelle vicinanze dei punti di avvistamento e poi spostate in punti random dei quadranti ogni due mesi; la ricerca di segni di presenza, effettuata ripetendo una volta al mese un transetto tracciato in modo casuale; la stimolazione acustica, utilizzata per censire l’eventuale presenza della specie inducendo una risposta negli individui presenti in territori stabili (giannatoS et al. 2005), è stata ripetuta due volte al mese per due giorni consecutivi, da agosto a dicembre 2022, in due stazioni differenti (una per bosco, scelti in
modo casuale) distanti circa 1,5 Km. La vocalizzazione, quando non è stata registrata nessuna risposta, è stata emessa 5 volte per 30 secondi, con una pausa di 3 minuti fra ogni ripetizione; nel momento in cui è stata ottenuta una risposta, la sequenza di emissioni è stata interrotta.
– Area 2: Val Grande, Chioggia (45.164248, 12.263449)
A partire da febbraio 2022 la tenuta Morari, azienda agricola di circa 500 ettari, destinata alla produzione di biogas, è stata monitorata dal proprietario Fabio Fioroni dopo l’avvistamento di una coppia di sciacalli dorati, specie segnalata dal 2017. L’area, compresa in un’azienda faunistico-venatoria, è gestita con finalità naturalistiche e faunistiche ed è caratterizzata in preva-lenza da terreno agricolo (coltivato con mais, colza, cereali autunno-vernini) arricchito da formazioni di Querco-Carpineto. L’azienda viene monitorata in modo opportunistico dal proprietario, attraverso: l’osservazione diretta, il censimento annuale delle specie interessate dalla gestione faunistico-ve-natoria, l’utilizzo di fototrappole e l’individuazione di segni di presenza. Ad un mese di distanza (1 novembre – 6 dicembre 2022) sono state ritrovate due carcasse di daino (Dama dama), due giovani dell’anno allevati in azienda, all’interno di una recinzione di 1,4 ettari in cui erano presenti 15 individui. Le carcasse si presentavano parzialmente consumate, con evidenti fori al centro della gola e prive di stomaci, poiché dislocati a qualche metro di distanza. A partire da dicembre 2022, fino a giugno 2023, sono state instal-late 6 fototrappole, di cui una nelle vicinanze della recinzione, utilizzate in modo opportunistico.
Risultati
– Area 1: Bosco Bandiziol-Prassacon, San Stino di Livenza (45.755315, 12.696415)
Fototrappolaggi iniziati a maggio, ma presenze rilevate da giugno a dicembre 2022: la specie è stata ripresa in occasione di 21 eventi (Tabella 1), con mini-mo 1 individuo ed un massimo di 3, per cui è stato possibile distinguere un individuo femmina (Fig. 1) in evidente stato di lattazione il 02/06/2022 ed un individuo giovane (per aspetto e dimensioni) il 29/09/2022.
L’attività di jackal howling (Fig. 2) ha permesso di rilevare la risposta di più individui: la stazione di emissione acustica posta a Nord del bosco ha indotto la risposta di un singolo individuo quattro volte su sei giornate di stimolazione acustica, mentre la stazione a Sud, posta a 1,5 Km di distanza, ha registrato la risposta di tre individui in tutte e sei le giornate di stimolazione acustica. Inoltre, a dicembre, durante il secondo giorno di ripetizione dell’attività, è stata rilevata anche la risposta di un quarto individuo proveniente dalla direzione opposta ai tre individui.



– Area 2: Val Grande, Chioggia (45.164248, 12.263449)
L’attività di fototrappolaggio (Fig. 3) ha confermato la presenza, e la ripro-duzione, di una coppia di sciacalli dorati all’interno della tenuta Morari. Nel dicembre 2022 sono stati ripresi, per la prima volta, due individui adulti, successivamente, in primavera, è stato possibile identificare un individuo femmina in stato di allattamento ed infine, a giugno 2023, è stato possibile confermare l’avvenuta riproduzione attraverso un video della coppia assieme a cinque cuccioli.
Discussione e conclusioni
I risultati ottenuti, d’interesse per lo studio di questa specie che in Veneto è stata segnalata per la prima volta nel 1984 in provincia di Belluno, rilevata ad inizio anni ’90 in provincia di Treviso (lapini et al. 1993), nel 2009 in provincia di Venezia (cappelletto et al. 2010) e recentemente in quella di Verona (lapini et al. 2021b), oltre ad incrementare il numero di singoli individui e di nuclei riproduttivi, nel nostro Paese e nella provincia di Venezia, pongono l’attenzione sul numero di individui (7) che compongono il gruppo riproduttivo di Val Grande (in Italia un branco conta 3-7 individui, ma è spesso composto da 5 esemplari) e sulle caratteristiche dell’area occupata. Anche l’utilizzo dell’home range, e le sue dimensioni, possono diventare futuro oggetto di studio, considerando che variano a seconda delle risorse disponibili (Fenton et al. 2021, Frangini et al. 2022b) e della stagione: un gruppo riproduttivo territoriale sembra dominare sui 250-500 ettari, ma queste dimensioni tendono a contrarsi nel corso dell’estate (lapini et al. 2021a).

L’importanza di queste osservazioni rende necessario un ulteriore approfondi-mento sulla presenza di questi nuclei riproduttivi da cui potrebbe dipendere la futura colonizzazione della Pianura Padana. Le aree monitorate sono interessate da un’importante presenza antropica e da attività venatoria, ma possiedono anche zone di rifugio con un importante significato ecologico, quali boschi planiziali, e superfici agricole destinate a diverse produzioni.
Queste caratteristiche dimostrano la forte capacità adattativa dello sciacallo e, allo stesso tempo, la necessità della presenza di componenti naturali e seminaturali, come coltivazioni agricole permanenti, boschi e diversità culturali, che possono fornire rifugio ed alimentazione alla specie.
I futuri monitoraggi, oltre a ricercare la presenza di eventuali nuovi nuclei ri-produttivi, dovranno individuare le disponibilità trofiche naturali (come micro mammiferi, fagiani, lepri, ungulati) e di origine antropica presenti nelle aree di interesse e valutare l’influenza che queste potrebbero avere sulla presenza, ed il successo riproduttivo, della specie. Un’ulteriore valutazione, di cui tenere conto in questi studi, può essere l’impatto che ha la presenza dello sciacallo sulle po-polazioni preda (ungulati e lagomorfi in particolare) e su eventuali specie aliene (come la nutria, Myocastor coypus) presenti nella Pianura Padana. Infine, sarà importante identificare le possibili, e potenziali, fonti di mortalità della specie, così come la presenza di infrastrutture ed elementi che frammentano il territorio. Anche la percezione da parte delle comunità locali e dei portatori di interesse (come i cacciatori) svolge un ruolo rilevante nella ricerca, tanto quanto il loro coinvolgimento, insieme a quello di singoli cittadini ed associazioni, in attività di Citizen Science.
Ringraziamenti
Desideriamo ringraziare Luigi Boitani, Sonia Calderola, Marco Catello, Luca Lapini e Giacomo Stokel per le preziose informazioni e gli utili consigli forniti durante la raccolta dei dati e la stesura del presente lavoro.
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